Schengen

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Gli accordi di Schengen, siglati per la prima volta nel 1985 e poi perfezionati ed estesi negli anni successivi, costituiscono una delle acquisizioni più significative del processo di integrazione europea. Sia pure con alcuni limiti, essi hanno eliminato i controlli alle frontiere tra gli Stati membri dell’UE creando una vasta zona di libera circolazione delle persone che coincide – tolte alcune importanti eccezioni – con i confini stessi dell’Unione. Nel contempo hanno progressivamente definito una nuova e assai problematica «frontiera esterna» europea, che da qualche tempo è esposta a crescenti tensioni.

Insieme all’introduzione dell’euro, la moneta unica europea, la costruzione del  cosiddetto «spazio Schengen» è stata senz’altro uno dei frutti più tangibili e concreti della spinta all’unificazione del vecchio Continente. Oggi tuttavia, sotto la pressione di una crisi migratoria senza precedenti e di altri inquietanti fenomeni quali in primo luogo la minaccia del terrorismo jihadista, quello «spazio» sta rischiando di frantumarsi in un vero e proprio ritorno alla difesa delle frontiere e degli egoismi nazionali.

 

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