{"id":5828,"date":"2025-10-03T11:07:44","date_gmt":"2025-10-03T09:07:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5828"},"modified":"2025-10-12T18:11:30","modified_gmt":"2025-10-12T16:11:30","slug":"tempi-molto-pericolosi-verso-la-terza-guerra-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5828","title":{"rendered":"\u00abTempi molto pericolosi\u00bb. Verso la terza guerra mondiale?"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/jade-koroliuk-PH9S5SfpV0E-unsplash-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/jade-koroliuk-PH9S5SfpV0E-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5829\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/aulalettere.scuola.zanichelli.it\/sezioni-lettere\/storia-di-oggi\/tempi-molto-pericolosi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"357\" height=\"184\" src=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Icona-Zanichelli.001.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4906\" style=\"width:200px\" srcset=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Icona-Zanichelli.001.jpeg 357w, https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Icona-Zanichelli.001-300x155.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In una intervista rilasciata il 21 settembre 2025 al quotidiano belga \u00abLe Soir\u00bb e pubblicata contemporaneamente su diversi altri giornali europei (tra cui \u00abLa Repubblica\u00bb), la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato con grande enfasi che l\u2019Europa e il mondo intero stanno attraversando \u00abtempi molto pericolosi\u00bb. Aveva gi\u00e0 usato la stessa espressione qualche mese prima a Bruxelles, in occasione della presentazione del progetto \u00abReArm Europe\u00bb, e poi a Strasburgo, in un discorso al Parlamento europeo. Questa volta, per\u00f2, il riferimento ai \u00abtempi pericolosi\u00bb era in risposta a una domanda molto diretta e altrettanto inquietante dell\u2019intervistatore: \u00abStiamo andando verso la terza guerra mondiale\u00bb? \u00abNo \u2013 ha risposto von der Leyen \u2013 ma viviamo in tempi molto pericolosi\u00bb. Subito dopo ha aggiunto: \u00abFar\u00f2 tutto quello che \u00e8 in mio potere per preservare la pace e la libert\u00e0 in Europa. \u00c8 proprio per questo che stiamo rafforzando le nostre capacit\u00e0 di difesa con cos\u00ec tanta determinazione.&nbsp;<em>In un mondo sempre pi\u00f9 ostile<\/em>&nbsp;(corsivo mio), dobbiamo fare tutto il possibile per salvaguardare la democrazia, la prosperit\u00e0 e la pace\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Pronunciate in Europa, un \u00abpiccolo angolo di mondo\u00bb sostanzialmente in pace dal 1945, queste parole sembrano semplicemente inconcepibili. \u00c8 difficile metterne a fuoco la portata. \u00c8 un fatto, per\u00f2, che stanno dilagando ovunque le retoriche e gli allarmi sulla possibilit\u00e0 di una nuova\u00a0<em>major war<\/em>: una grande e distruttiva guerra tra grandi potenze, la \u00abterza guerra mondiale\u00bb appunto. Non semplicemente nel senso, per certi aspetti rassicurante, della \u00abterza guerra mondiale a pezzi\u00bb, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato in un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5094\">precedente articolo<\/a>. Ma nel senso di una vera e propria \u00abguerra mondiale\u00bb, in qualche modo assimilabile ai due grandi conflitti che hanno sconvolto la prima met\u00e0 Novecento. Una guerra, si deve aggiungere, che oggi si combatterebbe con le armi infinitamente pi\u00f9 distruttive messe a punto da allora: bombe atomiche e termonucleari, missili ipersonici, droni, \u00abarmi autonome\u00bb e molti altri strumenti di morte \u2013 come ha detto Donald Trump in uno dei suoi tanti discorsi pubblici \u2013 \u00abche non vorreste nemmeno conoscere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTerza guerra mondiale\u00bb o espressioni consimili circolano in effetti con frequenza sempre maggiore. Il presidente Usa Donald Trump, a modo suo, ne ha evocato pi\u00f9 volte il rischio, attribuendone la responsabilit\u00e0 prima ai democratici e a Biden e poi addirittura allo stesso leader ucraino Zelensky (cos\u00ec il 28 febbraio 2025 alla Casa Bianca: \u00abstai giocando con la terza guerra mondiale\u00bb). Pi\u00f9 recentemente, il 18 settembre, in una conferenza stampa congiunta con il premier britannico Keir Starmer al termine di una visita ufficiale nel Regno Unito, ha tuonato contro la Russia affermando di non volere \u00abuna terza guerra mondiale\u00bb tra potenze nucleari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per Vladimir Putin e il suo ministro degli Esteri Sergej Lavrov \u2013 per tacere del suo portavoce Dmitrij Peskov, dell\u2019ex presidente russo Dmitrij Medvedev e pi\u00f9 in generale dei media russi \u2013 la \u00abterza guerra mondiale\u00bb si avvicina molto pericolosamente. Lo ha ripetuto di recente, il 27 settembre, Marija Zacharova, portavoce del ministro degli Esteri, alludendo a fantomatici piani ucraini di sabotaggio da condursi \u2013 sotto \u00abfalsa bandiera\u00bb, attribuendoli cio\u00e8 alla Russia \u2013 ai danni di Polonia e Romania per scatenare l\u2019inferno: \u00abmai in epoca moderna \u2013 ha detto \u2013 l\u2019Europa \u00e8 stata cos\u00ec vicina all\u2019inizio della terza guerra mondiale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Meno diretto, ma altrettanto chiaro il leader cinese Xi Jinping. Il 3 settembre \u2013 il giorno in cui la Cina commemora la vittoria cinese sul Giappone nella Seconda guerra mondiale \u2013 circondato da Putin, dal leader coreano Kim Jong-un e da molti altri esponenti del cosiddetto \u00abSud globale\u00bb, tra i quali l\u2019indiano Narendra Modi e il presidente iraniano&nbsp;Masoud Pezeshkian, Xi ha affermato che \u00abl\u2019<em>umanit\u00e0<\/em>&nbsp;(corsivo mio) oggi si trova di fronte alla scelta tra pace e guerra, dialogo e confronto, cooperazione win-win e giochi a somma zero\u00bb. Ha aggiunto, naturalmente, di non volere la guerra, di mirare a un modello pi\u00f9 giusto ed equo di ordine mondiale, facendo per\u00f2 seguire alle parole una delle pi\u00f9 colossali parate militari della storia della Cina comunista, con l\u2019esibizione di armi spaventose: missili con testate nucleari, navi e sottomarini, aerei di ultima generazione, droni e sistemi antidrone e quant\u2019altro. Uno spettacolo davvero inquietante.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, nessuno (forse) vuole una terza guerra mondiale. Ma tutti ne parlano sempre pi\u00f9 spesso, talora con toni minacciosi, quasi sempre con crescente preoccupazione. E ci\u00f2 accade in un mondo che \u00e8 divenuto palesemente instabile e che al tempo stesso \u00e8 profondamente interconnesso nei suoi tre quadranti di maggiore crisi: l\u2019Eurasia, il Medio Oriente e l\u2019Indo-pacifico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A che punto siamo oggi? Ci stiamo davvero proiettando \u2013 consapevolmente o come \u00absonnambuli\u00bb \u2013 verso un nuovo conflitto mondiale?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La guerra ai confini dell\u2019Europa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Gli occhi di molti sono oggi puntati sul tragico e disumano massacro che si sta consumando nella Striscia di Gaza, di cui parleremo a breve. Lo scenario pi\u00f9 preoccupante, tuttavia, \u00e8 quello della guerra russo-ucraina, che minaccia di degenerare in un ben pi\u00f9 ampio e pericoloso confronto diretto tra la Federazione Russa e la NATO. Un confronto ormai aperto, ma per ora contenuto entro gli schemi gi\u00e0 molto allarmanti della \u00abguerra ibrida\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Della guerra russo-ucraina ci siamo gi\u00e0 ampiamente occupati in altri due articoli. Nel primo, pubblicato poco dopo l\u2019inizio del conflitto il 24 febbraio 2022, ne abbiamo analizzato le cause e i primi sviluppi (<a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=3879\">Ucraina: la guerra di Putin<\/a>). Nel secondo, pubblicato al principio del 2025, abbiamo continuato a seguirne lo svolgimento per i successivi tre anni, provando a collocare quel conflitto nella turbolenta serie di guerre di varia intensit\u00e0 che stanno affligendo gran parte del pianeta (<a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5094\">\u00abTerza guerra mondiale a pezzi\u00bb?<\/a>). Abbiamo poi almeno in parte aggiornato l\u2019analisi al maggio 2025, parlando dei primi cento giorni della presidenza Trump, che ha impresso una svolta profonda alla guerra, da un lato prendendo inizialmente le distanze dall\u2019Ucraina e dalla stessa Europa e dall\u2019altro cercando di seguire una linea di\u00a0<em>appeasement<\/em>\u00a0con la Russia di Putin (<a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5140\">The age of Chaos, I primi cento giorni di Trump<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora il conflitto si \u00e8 andato ulteriormente incattivendo, senza tuttavia produrre, almeno ad oggi, decisivi progressi sui campi di battaglia, con un bilancio di centinaia di migliaia di perdite umane tra morti e feriti militari e civili. Proprio a partire da maggio, infatti, la Russia ha intensificato i suoi attacchi, riuscendo a conquistare diverse centinaia di km<sup>2<\/sup>&nbsp;di territorio ucraino. Al tempo stesso, ha ripetutamente martellato dai cieli l\u2019intero paese \u2013 con droni e missili balistici scagliati su obiettivi militari e civili \u2013 colpendo pi\u00f9 volte la capitale Kiev e, al principio di settembre, lo stesso palazzo del governo. Dal canto loro, le forze militari ucraine sono riuscite in parte a contenere l\u2019offensiva russa in diversi settori del fronte. In alcuni casi hanno ripreso il controllo di villaggi e postazioni considerate strategiche. Sono riuscite poi a colpire o a sabotare dietro le linee, e cio\u00e8 in territorio russo, infrastrutture militari e logistiche del nemico. Di particolare impatto l\u2019operazione \u00abSpiderweb\u00bb, all\u2019inizio di giugno, che ha preso di mira con sciami di droni diverse basi aeree del nemico a grande distanza dal fronte, producendo danni ingenti alla flotta strategica russa di bombardieri. Ad essa sono seguiti ulteriori attacchi con droni contro porti e diverse raffinerie Gazprom. Pur nel quadro di una netta superiorit\u00e0 delle forze militari di Mosca, insomma, sul campo gli esiti della guerra restano tuttora altamente incerti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 cambiato e sta tuttora cambiando ad alta velocit\u00e0 \u00e8 il contesto pi\u00f9 generale del conflitto. L\u2019iniziale tentativo del presidente Trump di porre fine alle ostilit\u00e0 attraverso la ricerca di un accordo diretto con Putin da realizzarsi in ampia misura senza (o addirittura contro) la volont\u00e0 degli ucraini e della stessa Unione europea ha infatti prodotto una serie di effetti di grande rilievo. Ha anzitutto consolidato la decisione degli ucraini di resistere a ogni costo e senza compromessi all\u2019aggressione russa e la loro volont\u00e0 di recuperare tutti i territori perduti con la guerra, Crimea compresa (annessa dai russi gi\u00e0 nel 2014). Ha poi spinto, gi\u00e0 in marzo, l\u2019Ue a mettere in campo, su impulso della Commissione, un piano molto consistente di riarmo, il cosiddetto ReArm Europe, poi ribattezzato&nbsp;<a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/document\/download\/e6d5db69-e0ab-4bec-9dc0-3867b4373019_en?filename=White%20paper%20for%20European%20defence%20%E2%80%93%20Readiness%202030.pdf\">European Defence \u2013 Readiness 2030<\/a>: un piano reso urgentissimo dalla percezione dei partner europei del disimpegno americano. Ha quindi reso sempre pi\u00f9 aggressivo e arrogante lo stesso Putin, soprattutto dopo gli onori che gli sono stati tributati da Trump nell\u2019incontro bilaterale svoltosi ad Anchorage, in Alaska, il 15 agosto. Si \u00e8 trattato di un meeting del tutto inconcludente sul piano pratico, da cui \u2013 secondo tutti gli analisti \u2013 Putin \u00e8 uscito vincitore: riabilitato come un grande leader mondiale dal presidente americano e al tempo stesso indisponibile a qualsiasi reale trattativa sulla questione ucraina. La sua presenza, pochi giorni dopo, alla spettacolare parata militare cinese del 3 settembre, a fianco di Xi Jinping e di decine di influenti leader del Sud Globale e di nemici giurati dell\u2019\u00abOccidente\u00bb, ha infine coronato il suo successo. Mostrando, al tempo stesso, il carattere del tutto illusorio della strategia trumpiana di sottrarre la Federazione Russa all\u2019abbraccio con la Cina, il vero e grande nemico degli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto, anche di fronte alla crescente virulenza delle offensive e dei bombardamenti russi, l\u2019atteggiamento di Trump \u00e8 cambiato. \u00abPutin mi ha davvero deluso\u00bb ha detto il 18 settembre, nella conferenza stampa congiunta con il premier Keir Starmer che ha chiuso la sua visita ufficiale nel Regno Unito, La stessa in cui egli aveva evocato lo spettro della \u00abterza guerra mondiale\u00bb. Non era certo la prima volta che Trump esprimeva questa \u00abdelusione\u00bb. Lo aveva gi\u00e0 fatto in altre precedenti occasioni, anche prima dell\u2019incontro di Anchorage. Adesso, per\u00f2, quella delusione lo ha riavvicinato in qualche modo a Zelensky e agli stessi alleati europei, che per tutta l\u2019estate avevano fatto forti pressioni per ottenere il suo sostegno a Kiev.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ha rappresentato una svolta di grande rilievo \u2013 ma da prendere con le pinze data l\u2019imprevedibilit\u00e0 di Trump \u2013 l\u2019incontro tra il presidente Usa e Zelensky il 24 settembre, a margine dell\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu. In quell\u2019occasione e sui social, Trump \u00e8 arrivato a definire la Russia una \u00abtigre di carta\u00bb e ad affermare che, con il sostegno dell\u2019Ue e della Nato, l\u2019Ucraina potrebbe riconquistare i territori perduti con la guerra. A questo scopo \u2013 ha aggiunto \u2013 sarebbe fondamentale che l\u2019Ue cessasse del tutto di acquistare petrolio russo e che venissero posti dazi elevatissimi contro il principale sostenitore di Putin, la Cina. Per bocca del suo inviato speciale in Ucraina Keith Kellogg, Trump ha poi autorizzato attacchi a lungo raggio contro la Russia. E, come se non bastasse, sta attualmente valutando la possibilit\u00e0 di fornire all\u2019Ucraina missili Tomahawk, missili da crociera in grado di colpire con precisione obiettivi a grande distanza con testate convenzionali o nucleari. Da ultimo, il 30 settembre, in un discorso infuocato di fronte a 800 generali americani giunti da tutto il mondo nella base di Quantico, in Virginia, ha detto di essere pronto anche a un confronto nucleare, anche se non \u00e8 certo il suo auspicio. La situazione, insomma, \u00e8 in piena evoluzione. Se tutto questo porti alla pace oppure a una escalation nella guerra \u00e8 tutto da vedersi. L\u2019affermazione del portavoce del Cremlino Peskov \u2013 \u00abla Russia non \u00e8 una tigre di carta, ma un vero orso\u00bb \u2013 non promette niente di buono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, sia pure \u00absolo\u00bb in forma ibrida, il conflitto ha cominciato a estendersi pericolosamente oltre i confini ucraini. Da diverse settimane, infatti, si registrano continui attacchi informatici contro strutture civili strategiche europee e soprattutto continue violazioni dello spazio aereo Ue e Nato da parte di droni e anche di aerei da guerra russi. Non si tratta, beninteso, di una novit\u00e0 assoluta. Il fenomeno ha raggiunto per\u00f2 un\u2019intensit\u00e0 davvero allarmante tra la fine di agosto e nel corso del mese di settembre. Dopo che lo stesso aereo su cui viaggiava Ursula von der Leyen \u00e8 stato costretto, il 31 agosto, a un atterraggio di emergenza per sospette interferenze russe sul segnale GPS dell\u2019aeroporto bulgaro di Plovdiv \u2013 un fatto gravissimo \u2013 il primo paese a farne le spese \u00e8 stata la Polonia, nel cui spazio aereo sono penetrati una ventina di droni russi nella notte tra il 9 e il 10 settembre. Pochi giorni dopo, il 14 settembre, sia pure in misura decisamente minore, \u00e8 toccato alla Romania. Il 19 settembre tre Mig russi hanno violato per ben 12 minuti lo spazio aereo dell\u2019Estonia, facendo immediatamente alzare in volo aerei da guerra della Nato. Il giorno dopo, il 20 settembre, mentre un attacco informatico mandava in tilt gli aeroporti di Bruxelles, Londra e Berlino, altri jet russi hanno sorvolato a bassa quota una piattaforma petrolifera nel Baltico, in acque territoriali polacche. Negli ultimi giorni di settembre, in uno stillicidio quotidiano, droni russi hanno sorvolato (e in alcuni casi paralizzato) diversi areoporti e anche una base militare nella penisola scandinava: in Danimarca, Norvegia e Finlandia. Zelensky ha affermato che la stessa Italia potrebbe trovarsi a breve nella stessa situazione. Mosca nega, naturalmente, ogni coinvolgimento. Accusa anzi l\u2019Ucraina di operazioni \u00ab<em>false flag<\/em>\u00bb, dirette ad accendere la miccia di una guerra aperta tra la Nato e la Russia. \u00c8 pi\u00f9 probabile, secondo molti analisti, che azioni del genere siano in realt\u00e0 finalizzate a testare le capacit\u00e0 di reazione dei paesi Nato e a terrorizzare le opinioni pubbliche europee.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come che sia, la situazione \u00e8 esplosiva. Il rischio di incidenti dalle conseguenze imprevedibili \u00e8 elevatissimo. La Polonia e l\u2019Estonia hanno gi\u00e0 invocato l\u2019art. 4 della Nato, che prevede appunto consultazioni urgenti tra i paesi dell\u2019Alleanza in risposta a una minaccia di guerra. Nel contempo, l\u2019Ue sta valutando il progetto di costruire un \u00abmuro anti-droni\u00bb sul suo confine orientale. Siamo insomma a un passo dal richiamo all\u2019art. 5, e cio\u00e8 da una possibile guerra tra la Russia e la Nato. \u00abTempi molto pericolosi\u00bb, appunto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Medio Oriente e la guerra di Gaza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Anche della drammatica guerra in corso in Medio Oriente ci siamo occupati a pi\u00f9 riprese:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=4827\">prima<\/a>, ricostruendo brevemente la storia del conflitto israelo-palestinese e l\u2019imponente accelerazione che esso ha subito nei mesi successivi ai mostruosi attentati del 7 ottobre 2023;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5089\">poi<\/a>, seguendo lo sviluppo e l\u2019estensione del conflitto a tutto il Medio Oriente fino all\u2019estate del 2024 e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5094\">qu<\/a><a href=\"https:\/\/aulalettere.scuola.zanichelli.it\/sezioni-lettere\/storia-di-oggi\/terza-guerra-mondiale-a-pezzi\/\">indi<\/a>\u00a0al principio del 2025;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5140\">da ultimo<\/a>, aggiornandone i principali svolgimenti durante i primi cento giorni della presidenza Trump, fino al maggio 2025.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora \u2013 grosso modo dalla primavera-estate 2025 \u2013 il conflitto si \u00e8 dapprima pericolosamente esteso su scala regionale, sia pure per pochi giorni, e poi \u00e8 andato concentradosi nella Striscia di Gaza (con importanti riflessi anche in Cisgiordania), aggravando una catastrofe umanitaria di enormi proporzioni ai danni dei civili palestinesi. Una catastrofe \u2013 si deve aggiungere \u2013 che il 16 settembre una&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ohchr.org\/sites\/default\/files\/documents\/hrbodies\/hrcouncil\/sessions-regular\/session60\/advance-version\/a-hrc-60-crp-3.pdf\">commissione indipendente delle Nazioni Unite<\/a>, presieduta dalla giurista sudafricana Navi Pillay, ha classificato come un vero e proprio \u00abgenocidio\u00bb e che come tale \u00e8 considerato da ampi segmenti dell\u2019opinione pubblica internazionale. La definizione \u00e8 contestata. Si calcola per\u00f2 \u2013 cos\u00ec almeno riferisce il Ministero della Salute di Gaza \u2013 che a oggi le vittime della guerra siano ormai quasi 70.000, in gran parte civili, molti dei quali bambini, donne e anziani. E questo senza contare i decessi dovuti alla fame e al tracrollo delle infrastrutture sanitarie palestinesi. Un bilancio spaventoso, insomma, che gi\u00e0 nel novembre 2024, aveva spinto la Corte penale internazionale a emettere un mandato di arresto internazionale per crimini di guerra e contro l\u2019umanit\u00e0 nei confronti di Netanyahu e del suo ex ministro della Difesa Yoav Gallant, insiema a Mohammed Deif, uno dei leader militari di Hamas.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per ricostruire questi sviluppi, conviene ripartire dalla tregua che tra il 19 gennaio e il 18 marzo 2025 \u2013 tra la fine dell\u2019amministrazione Biden e gli inizi della presidenza Trump \u2013 aveva almeno in parte alleggerito la tragedia di Gaza e portato alla liberazione di diversi ostaggi del 7 ottobre e di moltissimi palestinesi prigionieri in Israele. Da quel 18 marzo, tuttavia, grazie al sostegno incondizionato di Trump a Israele e a seguito di ripetute violazioni del cessate il fuoco e dell\u2019umiliante spettacolarit\u00e0 che Hamas aveva voluto imprimere alla liberazione degli ostaggi, la guerra di Gaza \u00e8 ripresa in grande stile, con attacchi aerei e di terra, blocco degli aiuti umanitari, esodi e controesodi dei palestinesi lungo la Striscia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante qualche timido e infruttuoso tentativo diplomatico che a maggio aveva messo in dialogo Usa, Ue, Giordania, Qatar ed Egitto, la situazione si \u00e8 ulteriormente complicata con l\u2019operazione \u00abRising Lion\u00bb: il bombardamento israeliano delle infrastrutture militari e nucleari dell\u2019Iran (il principale e pi\u00f9 potente sostenitore di Hamas e di altri gruppi terroristici della regione come Hezbollah e gli Houti) il 13 giugno 2025. La risposta iraniana non si \u00e8 fatta attendere: decine di droni e di missili balistici furono lanciati contro Tel Aviv, Gerusalemme e altre aree residenziali del paese. Da qui l\u2019ulteriore rappresaglia di Israele, che nelle successive 48 ore continu\u00f2 a colpire depositi missilistici e centri di comando iraniani, con un bilancio complessivo di 400 morti (tra questi scienziati e militari) e severe distruzioni materiali a fronte di una decina di vittime civili in Israele. Per le pressioni internazionali, il rischio di un\u2019ulteriore escalation a livello regionale venne allora scongiurato. Il conflitto israelo-palestinese torn\u00f2, tuttavia, a concentrarsi drammaticamente sulla Striscia di Gaza e in parte, per i continui sconfinamenti dei coloni, in Cisgiordania.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 pressoch\u00e9 impossibile seguire nel dettaglio lo sviluppo della colossale offensiva di terra scatenata dal governo Netanyahu e dall\u2019Israeli Defence Force nell\u2019estate 2025. Le operazioni militari \u2013 condotte con mezzi corazzati, bulldozer, forze speciali, bombardamenti a tappeto \u2013 hanno subito una brusca e massiccia accelerazione negli ultimi giorni di luglio con l\u2019attacco a Deir al-Balah, una citt\u00e0 di circa 100.000 abitanti collocata al centro della Striscia. Sono poi proseguite, con il richiamo in servizio di decine di migliaia di riservisti, tra agosto e settembre contro la stessa Gaza City, dove secondo i vertici politici e militari israeliani sono nascosti, vivi o morti, gli ultimi ostaggi del 7 ottobre e il grosso delle milizie di Hamas. I risultati di questa operazione tuttora in corso \u2013 denominata \u00abCarri di Gedeone\u00bb \u2013 sono stati e continuano a essere drammatici. Migliaia le vittime palestinesi, soprattutto civili. Catastrofiche le distruzioni materiali ai danni di edifici, scuole e ospedali. Terribili le condizioni della popolazione: ridotta alla fame, senza possibilit\u00e0 di ottenere un\u2019adeguata assistenza sanitaria, costretta a continui e sempre pi\u00f9 massicci esodi forzati, stipata in campi profughi ormai invivibili, priva o quasi di qualsiasi possibilit\u00e0 di accedere agli aiuti umanitari, la cui distribuzione si \u00e8 pi\u00f9 volte rivelata una caotica trappola mortale per responsabilit\u00e0 ancora da accertare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sconcerto dell\u2019opinione pubblica internazionale di fronte a queste stragi e distruzioni \u00e8 andato dilagando in tutto il mondo. Centinaia e forse migliaia di manifestazioni per far cessare i combattimenti e contro Israele si sono ripetute ovunque, per lo pi\u00f9 in modo pacifico, in un contesto segnato per\u00f2 da fiammate talora violente di antisionismo e talora di antisemitismo. Paesi influenti come la Francia, la Gran Bretagna, il Canada e l\u2019Australia si sono recentemente aggiunti al gi\u00e0 lungo elenco di Stati (147 prima del 2025) che riconoscono lo Stato di Palestina. L\u2019isolamento di Israele \u00e8 andato in scena in modo assai plastico il 26 settembre, quando Netanyahu \u00e8 intervenuto all\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite, con un discorso dai toni durissimi in cui ha tuonato contro Hamas e negato che nella Striscia di Gaza siano in corso un \u00abgenocidio\u00bb e la \u00abcarestia\u00bb, affermando che \u00abpermettere la creazione di uno stato palestinese sarebbe un suicidio per Israele\u00bb. Al suo ingresso nell\u2019aula del Palazzo di Vetro, prima ancora che iniziasse a parlare, decine e decine di delegazioni hanno abbandonato l\u2019assemblea per unirsi a coloro che manifestavano contro Israele per strada.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opposizione alle politiche ritenute \u00abgenocidarie\u00bb di Netanyahu e dello Stato di Israele si \u00e8 infine incarnata, sotto i riflettori del mondo intero, nella missione umanitaria e al tempo stesso simbolico-politica della \u00abGlobal Sumud Flotilla\u00bb: una flotta di una cinquantina di imbarcazioni di piccola e media grandezza su cui navigano diverse centinaia di attivisti provenienti da ben 44 paesi (circa 50 dall\u2019Italia), tra cui Greta Thunberg e alcuni parlamentari italiani. La missione \u00e8 partita agli inizi di settembre dai porti di Barcellona, Genova, Catania e Tunisi con il duplice scopo \u2013 fattosi nel tempo sempre pi\u00f9 chiaro \u2013 di portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e soprattutto di forzare il blocco navale israeliano di fronte alla Striscia, in atto dal 2007, secondo molti in violazione del diritto internazionale. Si \u00e8 trattato di una missione estremamente pericolosa, che all\u2019inizio di ottobre ha lambito le acque internazionali di fronte a Gaza avvicinandosi cos\u00ec a un pericolosissimo teatro di guerra. In queste stesse acque, nel 2010, un analogo tentativo era stato bloccato con la forza da Israele, con un bilancio di 10 attivisti uccisi. Solo pochi mesi fa, nel giugno scorso, un altro tentativo di forzare il blocco navale israeliano da parte di un\u2019altra imbarcazione della Flotilla (su cui erano presenti la stessa Greta Thunberg e altri attivisti ora di nuovo imbarcati) era stato bloccato dalla marina israeliana, questa volta senza conseguenze nefaste. Tra il 1\u00b0 e il 2 ottobre le imbarcazioni della Flotilla sono state abbordate dalla Marina israeliana e, senza violenze, gli attivisti sono stati arrestati e portati in Israele in attesa del loro rimpatrio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, \u00e8 intervenuto un fatto nuovo di enorme importanza, che secondo molti analisti potrebbe imporre una svolta alla guerra e forse agli equilibri pi\u00f9 generali del martoriato Medio Oriente. Il 29 settembre la Casa Bianca ha infatti reso noto un&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.affarinternazionali.it\/il-piano-di-pace-in-20-punti-di-trump-per-gaza\/\">piano per Gaza in 20 punti<\/a>, che, al netto di alcuni dettagli e con qualche riserva, \u00e8 stato sostanzialmente accettato da Netanyahu e dall\u2019Autorit\u00e0 palestinese. Il piano \u00e8 supportato da 8 paesi arabi e\/o musulmani (Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Qatar, Turchia, Indonesia e Pakistan) ed \u00e8 attualmente al vaglio della leadership di Hamas, le cui intenzioni non sono ancora chiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il piano prevede le seguenti misure:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>1. la \u00abderadicalizzazione\u00bb di Gaza e la sua liberazione dal terrorismo;<\/p>\n\n\n\n<p>2. la ricostruzione di Gaza a beneficio della sua popolazione;<\/p>\n\n\n\n<p>3. la fine immediata della guerra e il ritiro progressivo delle forze israeliane dalla Striscia;<\/p>\n\n\n\n<p>4. la liberazione entro 72 ore dall\u2019accettazione del piano di tutti gli ostaggi vivi o morti;<\/p>\n\n\n\n<p>5. il rilascio da parte di Israele di 250 detenuti condannati all\u2019ergastolo e di 1700 gazawi arrestati dopo il 7 ottobre 2023;<\/p>\n\n\n\n<p>6. lo smantellamento e il disarmo di Hamas, ai cui membri che vorranno lasciare Gaza \u00e8 garantito un salvacondotto;<\/p>\n\n\n\n<p>7-8. l\u2019invio immediato di aiuti nella Striscia con il ripristino delle infrastrutture civili e sanitarie, di cui dovranno farsi carico le Nazioni Unite, la Mezzaluna Rossa e altre organizzazioni internazionali terze;<\/p>\n\n\n\n<p>9. il governo di Gaza da parte di un comitato palestinese \u00abtecnocratico e apolitico\u00bb, supervisionato da un organismo internazionale di transizione (il \u00abConsiglio di pace\u00bb) presieduto dallo stesso presidente Trump e composto da altri capi di Stato e dall\u2019ex premier britannico Tony Blair; tale organismo operer\u00e0 sino a quando l\u2019Autorit\u00e0 palestinese avr\u00e0 fatto tutte le riforme necessarie per \u00abriprendere in modo sicuro ed efficace il controllo di Gaza\u00bb;<\/p>\n\n\n\n<p>10. l\u2019elaborazione di un piano di sviluppo economico per ricostruire e rilanciare Gaza secondo gli standard delle pi\u00f9 fiorenti e moderne citt\u00e0 del Medio Oriente;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>11. l\u2019istituzione di una zona economica speciale con tariffe preferenziali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il piano prevede inoltre&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>12. che nessuno sar\u00e0 costretto a lasciare Gaza;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>13. che Hamas non potr\u00e0 svolgere alcun ruolo diretto o indiretto nella governance della Striscia;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>14. che i partner regionali garantiranno che Hamas rispetti i suoi obblighi e che la nuova Gaza non rappresenti una minaccia per i suoi vicini e per gli stessi gazawi;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>15. che gli Usa con i partner arabi e internazionali costituiranno una Forza Internazionale di Stabilizzazione ((ISF) temporanea da dispiegare immediatamente nella Striscia;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>16. che Israele non occuper\u00e0 n\u00e9 annetter\u00e0 Gaza e che le Forze di Difesa Israeliane cederanno progressivamente il controllo della Striscia all\u2019ISF, mantenendo per\u00f2 un perimetro di sicurezza che rimarr\u00e0 sin quando Gaza non sar\u00e0 adeguatamente protetta da qualsiasi minaccia terroristica;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>17. che il piano verr\u00e0 attuato, qualora Hamas respinga o ritardi il proprio smantellamento, nelle zone liberate dai terroristi, che saranno consegnate dall\u2019esercito israeliano all\u2019ISF;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>18. che sar\u00e0 avviato \u00abun processo di dialogo interreligioso\u00bb ispirato ai valori della tolleranza e della coesistenza pacifica per cambiare \u00abla mentalit\u00e0 e la narrativa dei palestinesi e degli israeliani, sottolineando i benefici che possono derivare della pace\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ultimi due punti del piano, infine, fanno riferimento&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>19. a un \u00abpercorso credibile verso&nbsp;<em>l\u2019autodeterminazione e la statualit\u00e0 palestinese<\/em>\u00bb (corsivo mio), riconosciuta come aspirazione del popolo palestinese e<\/p>\n\n\n\n<p>20. al ruolo che gli Stati Uniti avranno nel dialogo tra Israele e i palestinesi per una \u00abcoesistenza pacifica e prospera\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono naturalmente molti \u2013 come sottolineato da pi\u00f9 parti \u2013 gli elementi che questo piano lascia indefiniti, in primo luogo relativamente ai tempi del ritiro delle forze israeliane da Gaza. L\u2019adesione di Netanyahu e di molti paesi arabi e\/o musulmani lascia ben sperare quanto meno in una fine \u2013 almeno temporanea \u2013 delle ostilit\u00e0 e dei massacri. I dubbi e le esitazioni di Hamas, invece, non promettono nulla di buono. Qualora infatti il piano dovesse essere respinto, tutto continuer\u00e0 come e probabilmente peggio di prima. Lo stesso presidente Trump ha promesso di scatenare le forze dell\u2019inferno a sostegno di Israele. Il che incendierebbe forse in modo ancora pi\u00f9 aspro l\u2019intero Medio Oriente, con effetti catastrofici sulla stabilit\u00e0 mondiale. Ancora una volta, dunque, \u00abtempi molto pericolosi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il convitato di pietra: la Cina<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il conflitto russo-ucraino e quello che sta incendiando il Medio Oriente non sono slegati l\u2019uno dall\u2019altro. Al contrario. Il pi\u00f9 grande e potente nemico di Israele \u00e8 \u2013 come si \u00e8 ripetuto pi\u00f9 volte \u2013 l\u2019Iran, che \u00e8 a sua volta saldamente legato alla Russia di Putin. Sono di produzione iraniana \u2013 per citare un solo dato \u2013 gran parte dei droni e dei missili balistici che la Russia ha utilizzato e continua oggi a utilizzare, sia pure in misura minore, in Ucraina. Nel corso del 2025 i due paesi hanno siglato un importante Trattato di Partnership Strategica Comprensiva di durata ventennale, che riguarda la cooperazione militare, tecnologica, energetica e commerciale. L\u2019Iran e la Russia, a loro volta, insieme a molti altri paesi del Sud globale, hanno rapporti sempre pi\u00f9 stretti e in molti casi strategici con la Cina, che \u00e8 il pi\u00f9 potente competitor degli Stati Uniti, vale a dire del pi\u00f9 forte alleato di Israele. Unendo tutti i punti delle crisi per ora solo regionali che stanno affliggendo l\u2019Europa e il Medio Oriente, si giunge quindi al nocciolo duro del grande scontro mondiale che si profila in modo sempre pi\u00f9 chiaro all\u2019orizzonte: quello tra Stati Uniti e Cina o, se si preferisce, tra il Nord e il Sud globale. Il primo a trazione Usa, il secondo a trazione cinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due grandi superpotenze del XXI secolo sono in effetti in aperto contrasto non soltanto sul terreno commerciale e finanziario e su quello della competizione economica e tecnologica, come ha dimostrato e continua a dimostrare con plastica evidenza la turbolenta e altalenante vicenda dei dazi che Trump ha portato al parossismo. Esse si confrontano apertamente e aspramente anche sul terreno geopolitico, in particolare nel quadrante dell\u2019Indo-Pacifico, di enorme interesse strategico per entrambe. Il Mar Cinese meridionale e soprattutto Taiwan costituiscono il punto maggiormente critico di questo confronto-scontro (ne parleremo in uno dei prossimi articoli). Ed \u00e8 proprio a partire da qui che potrebbe scattare la cosiddetta \u00abtrappola di Tucidide\u00bb: lo scontro tra una potenza egemone che viene sfidata da un\u2019altra potenza in strepitosa ascesa che aspira a sostituire o almeno a contenere la prima. Tra una novella Sparta (gli Usa) e una novella Atene (la Cina).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I presupposti ci sono tutti. Ma nulla, ovviamente, \u00e8 determinato. Rimane vero quanto ha detto Xi: che il mondo (l\u2019\u00abumanit\u00e0\u00bb) pu\u00f2 ancora scegliere tra la pace e la guerra, tra una strategia di cooperazione in cui vincono tutti (<em>win-win<\/em>) e un gioco a somma zero, in cui invece perdono tutti. E tuttavia le \u00abarmi che nessuno vorrebbe conoscere\u00bb di cui ha parlato Trump e quelle che Xi ha mostrato nella muscolare parata del 3 settembre sono pronte a scatenare l\u2019inferno. Basta un incidente perch\u00e9 la situazione precipiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha provato a immaginarlo l\u2019ex generale Nato Richard Shirreff, intervistato dal britannico \u00abDaily Mail\u00bb il 19 settembre, con un inquietante \u00abesperimento mentale\u00bb. La terza guerra mondiale potrebbe scoppiare \u2013 ha detto il generale \u2013 il prossimo 3 novembre, con un cyberattacco contro Vilnius, la capitale della Lituania, tale da creare il panico nei paesi baltici. Di fronte al terrore e ai disordini \u2013 una minaccia diretta per l\u2019enclave russa di Kaliningrad, situata tra la Lituania e la Polonia \u2013 la Russia, sostenuta dalla Cina impegnata intanto ad alzare la temperatura nel Mar Cinese Meridionale, potrebbe schierare le proprie truppe nella stessa Kaliningrad, in Russia e Bielorussia. Potrebbero quindi iniziare i primi scontri con le truppe lituane. A quel punto scatterebbe il meccanismo previsto dall\u2019articolo 5 della Nato, che prevede \u2013 sia pure non obbligatoriamente \u2013 l\u2019intervento dell\u2019Alleanza in soccorso di uno dei suoi membri aggredito da una potenza straniera. Trump si rifiuterebbe di intervenire e cos\u00ec, dopo qualche esitazione, la stessa Gran Bretagna. Il che segnerebbe la fine dell\u2019Alleanza atlantica. Nel giro di 5 giorni \u2013 100 ore \u2013 la Nato \u00abeuropea\u00bb sarebbe messa fuori gioco dai russi. Nel frattempo, approfittando della situazione, la Cina potrebbe invadere Taiwan, scatenando questa volta la reazione Usa e dunque la \u00abterza guerra mondiale\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mancano dunque poche settimane all\u2019inizio della fine? Speriamo di no, naturalmente. La data immaginata da Shirreff \u2013 il 3 novembre \u2013 non rappresenta in alcun modo una \u00abprevisione\u00bb. Serve soltanto a rendere pi\u00f9 vivido \u00abl\u2019esperimento mentale\u00bb. Che tuttavia, a ben vedere, rimane in ampia misura plausibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una intervista rilasciata il 21 settembre 2025 al quotidiano belga \u00abLe Soir\u00bb e pubblicata contemporaneamente su diversi altri giornali europei (tra cui \u00abLa Repubblica\u00bb), la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato con grande enfasi che l\u2019Europa e il mondo intero stanno attraversando \u00abtempi molto pericolosi\u00bb. 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