{"id":5881,"date":"2026-01-26T19:13:29","date_gmt":"2026-01-26T18:13:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5881"},"modified":"2026-01-27T15:36:26","modified_gmt":"2026-01-27T14:36:26","slug":"america-first-e-pace-attraverso-la-forza-la-national-security-strategy-di-donald-trump-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francescotuccari.it\/?p=5881","title":{"rendered":"La National Security Strategy di Donald Trump (2025)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/P20260122DT-0256_President_Donald_Trump_participates_in_the_Board_of_Peace_Charter_Announcement_and_Signing_ceremony-2-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/P20260122DT-0256_President_Donald_Trump_participates_in_the_Board_of_Peace_Charter_Announcement_and_Signing_ceremony-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5886\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/aulalettere.scuola.zanichelli.it\/sezioni-lettere\/storia-di-oggi\/la-nuova-national-security-strategy-di-donald-trump-2025\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"357\" height=\"184\" src=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Icona-Zanichelli.001.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4906\" style=\"width:200px\" srcset=\"https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Icona-Zanichelli.001.jpeg 357w, https:\/\/www.francescotuccari.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Icona-Zanichelli.001-300x155.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel novembre 2025 \u00e8 stata pubblicata sul sito della Casa Bianca la nuova&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/2025-National-Security-Strategy.pdf\"><strong><em>National Security Strategy of the United States of America<\/em><\/strong><\/a>&nbsp;(NSS). Si tratta di un documento importante, anche se di carattere molto generale. Esso, infatti,&nbsp;<strong>definisce le linee fondamentali della politica estera, di difesa e di sicurezza degli Stati Uniti<\/strong>, offrendo un quadro complessivo e coerente della visione e dei programmi della seconda presidenza di Donald Trump: un quadro molto pi\u00f9 chiaro di quello che emerge giorno per giorno dalle provocatorie, ondivaghe e talora schizofreniche dichiarazioni del presidente nei consessi internazionali, nei briefing dalla Casa Bianca o dall\u2019Air Force One, in televisione e sugli organi di stampa, su Truth e altrove. \u00c8 qui, dunque, che bisogna guardare per cercare di comprendere meglio in quale direzione si stanno effettivamente muovendo gli Stati Uniti al proprio interno e nel mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Molti passaggi di questo documento riprendono la NSS che Trump aveva gi\u00e0 pubblicato nel 2017<\/strong>, pochi mesi dopo l\u2019inizio del suo primo mandato presidenziale (2017-2021). I suoi&nbsp;<strong>due principi fondamentali<\/strong>&nbsp;sono infatti gli stessi di allora. Il primo \u00e8 il ben noto&nbsp;<strong>\u00abAmerica First\u00bb<\/strong>, il mantra con il quale Trump ha vinto per due volte le elezioni presidenziali, nel 2016 e poi nel 2024. Il secondo \u00e8 quello \u2013 anch\u2019esso pi\u00f9 volte ribadito \u2013 della&nbsp;<strong>\u00abpace attraverso la forza\u00bb<\/strong>&nbsp;(<em>peace through strenght<\/em>), contrapposto pi\u00f9 o meno esplicitamente all\u2019idea della pace attraverso il diritto (<em>peace through law<\/em>). Identica \u00e8 anche la relazione tra i due principi: soltanto un\u2019America prospera economicamente e forte sul piano politico e militare \u2013 si legge ripetutamente nelle NSS del 2017 e del 2025 \u2013 pu\u00f2 garantire la pace e l\u2019ordine internazionale in un mondo diventato ormai estremamente \u00abcompetitivo\u00bb e \u00abminaccioso\u00bb e in cui contano soltanto la forza e il potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Come vedremo, tuttavia,&nbsp;<strong>la seconda NSS va ben oltre la prima e rende ancor pi\u00f9 evidente il radicale mutamento di rotta che Trump ha impresso alla politica estera Usa<\/strong>&nbsp;rispetto alle due presidenze di Barack Obama (2009-2017) e poi di Joe Biden (2021-2025), entrambe ancora saldamente ancorate all\u2019idea di un \u00abordine internazionale basato sulle regole\u00bb (<em>rules-based<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Leggendola con attenzione \u2013 si deve aggiungere \u2013&nbsp;<strong>si comprendono meglio alcuni presupposti delle politiche che Trump ha gi\u00e0 messo in atto nei primi mesi del suo secondo mandato<\/strong>, soprattutto in relazione alla guerra russo-ucraina e all\u2019esplosiva situazione di Gaza e del Medio Oriente. Non solo.&nbsp;<strong>Si comprendono meglio anche le ragioni dei turbolentissimi eventi di queste ultime settimane<\/strong>. Tra i pi\u00f9 eclatanti: lo spettacolare blitz delle forze speciali Usa che il 3 gennaio ha portato alla cattura e all\u2019arresto del leader venezuelano Nicol\u00e1s Maduro a Caracas; le minacce continue rivolte da Trump ad altri paesi del \u00abcortile di casa\u00bb (l\u2019America Latina) quali Panama, la Colombia, Cuba e il Messico; la sua aggressivit\u00e0 sulla Groenlandia e verso l\u2019Europa; il suo atteggiamento prima estremamente aggressivo e poi assai pi\u00f9 cauto nei confronti del regime teocratico iraniano, responsabile di una violentissima repressione del proprio popolo che ha fatto ormai migliaia di vittime; le durissime politiche anti-immigrazione messe in campo soprattutto attraverso l\u2019ICE, l\u2019Immigration and Customs Enforcement, al prezzo di gravissimi incidenti e di tensioni sempre pi\u00f9 acute e dilaganti nel paese; e da ultimo, il 22 gennaio, il lancio ufficiale del cosiddetto \u00abBoard of Peace\u00bb per Gaza. Un Board, forse, non soltanto per Gaza ma per qualcosa di pi\u00f9 generale e impegnativo: una specie di coalizione di volenterosi per la pace, che dovrebbe operare&nbsp;<em>con<\/em>&nbsp;ma anche&nbsp;<em>oltre<\/em>&nbsp;le Nazioni Unite.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ben possibile che alcune delle azioni che Trump sta conducendo sulla base di questi principi sortiscano effetti positivi. Di certo, per\u00f2, esse stanno mettendo radicalmente ed esplicitamente&nbsp;<strong>in discussione i fondamenti stessi del cosiddetto \u00abordine internazionale liberale\u00bb<\/strong>, garantito per molti decenni proprio dagli Usa, contribuendo a rendere il mondo decisamente pi\u00f9 instabile e pericoloso di quanto gi\u00e0 non sia. Se viene infatti a cadere l\u2019ideale stesso di quell\u2019ordine (invero mai del tutto realizzato), ci attende un problematico ritorno alle&nbsp;<strong>due crude alternative<\/strong>&nbsp;che le relazioni internazionali hanno gi\u00e0 pi\u00f9 volte sperimentato nel corso della storia: da un lato, la prospettiva di un&nbsp;<strong>ordine egemonico<\/strong>governato da una grande potenza dominante, che di regola non pu\u00f2 reggere per lungo tempo; dall\u2019altro, quella di un problematico&nbsp;<strong>equilibrio tra le grandi potenze<\/strong>, che funziona soltanto fino a quando non cambiano \u2013 come sempre accade \u2013 i loro rapporti di forza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Niente di buono all\u2019orizzonte<\/strong>, dunque. Si sta aprendo, con ogni probabilit\u00e0, una lunga stagione di disordine internazionale, di instabilit\u00e0 e forse anche di nuove guerre. E cosa potrebbe derivarne non \u00e8 affatto chiaro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le NSS: un po\u2019 di storia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>La National Security Strategy \u00e8 il pi\u00f9 importante documento pubblicato periodicamente dall\u2019amministrazione USA in materia di politica estera, difesa e sicurezza<\/strong>. Non \u00e8 l\u2019unico, naturalmente. Accanto a esso vi sono la National Defense Strategy (NDS), la National Military Strategy (NMS) e un\u2019altra articolata serie di documenti relativi all\u2019intelligence, all\u2019antiterrorismo, alla cybersecurity, al dominio dello spazio, alla deterrenza nucleare, alla sicurezza interna e alle posizioni da assumere in differenti scenari regionali. Gran parte di questi documenti \u00e8 \u00abclassificata\u00bb: \u00e8 cio\u00e8 coperta in varia misura dal segreto di Stato. La NSS \u00e8 invece un&nbsp;<strong>documento per lo pi\u00f9 pubblico, volutamente poco dettagliato e operativo, che il Presidente trasmette al Congresso<\/strong>&nbsp;per illustrare (e comunicare all\u2019esterno) la sua visione delle minacce e delle sfide che il paese deve affrontare, per chiarire le priorit\u00e0 della sua politica estera, di difesa e di sicurezza e per indicare i mezzi atti a sostenerle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La storia di questa particolare fattispecie di documento presidenziale \u00e8 iniziata nella seconda met\u00e0 degli anni Ottanta del secolo scorso con il&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/history.defense.gov\/portals\/70\/documents\/dod_reforms\/goldwater-nicholsdodreordact1986.pdf\"><strong><em>Goldwater-Nichols Department of Defense Reorganization Act<\/em><\/strong><\/a><strong>&nbsp;del 1986<\/strong>: un\u2019importante riforma che razionalizzava e rafforzava il coordinamento delle diverse forze armate statunitensi (esercito, marina, aereonautica, marines, etc.) e, al tempo stesso, il loro rapporto con il potere civile, in particolare con il Presidente, il Segretario alla Difesa e il Consiglio di Sicurezza Nazionale. Con essa diventava centrale la figura del Chairman del Joint Chiefs of Staff (CJCS), vale dire del Presidente del comitato congiunto dei capi dello Stato Maggiore delle forze armate Usa: una figura che era stata istituita dal presidente Harry Truman nel 1947, ma con funzioni di mero coordinamento interforze. Con la riforma del 1986 il CJCS \u2013 il pi\u00f9 alto ufficiale in carica del paese (oggi \u00e8 il generale dell\u2019aereonautica Dan Caine) \u2013 \u00e8 diventato invece il principale consigliere militare del Presidente Usa nella definizione delle linee strategiche delle politiche di difesa, pur senza esercitare alcun comando operativo diretto. Sempre nell\u2019ottica di rafforzare il controllo civile e politico sulle forze armate, la riforma del 1986 ha fissato&nbsp;<strong>l\u2019obbligo per il Presidente di presentare \u00abogni anno\u00bb al Congresso un report \u2013 la NSS<\/strong>, appunto \u2013 che indicasse \u00abgli interessi, gli obiettivi e i fini globali degli Stati Uniti vitali per la sicurezza nazionale del Paese\u00bb. Non un documento operativo, ma d\u2019indirizzo strategico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le prime due NSS furono trasmesse al Congresso da Ronald Reagan (1981-1989) rispettivamente nel 1987 e nel 1988. Il repubblicano George H.W. Bush (1989-1993) ne present\u00f2 tre: nel 1990, nel 1991 e nel 1993. Il democratico Bill Clinton (1993-2001) ben sette, una per anno dal 1994 al 2000. A partire dalla presidenza del repubblicano George W. Bush (2001-2009), l\u2019elaborazione e la presentazione al Congresso delle NSS divennero meno regolari. Bush ne pubblic\u00f2 soltanto due, la prima nel 2002 e la seconda nel 2006. E cos\u00ec anche il suo successore, il democratico Barack Obama (2009-2017): la prima nel 2010 e la seconda nel 2015. Al suo primo mandato, Donald Trump (2017-2021) ne present\u00f2 una soltanto, nel 2017, l\u2019anno del suo insediamento alla Casa Bianca. Lo stesso fece il democratico Joe Biden (2021-2025), che rese pubblica la sua NSS nel 2022. Come gi\u00e0 detto, \u00e8 di poche settimane fa \u2013 novembre 2025 \u2013 la nuova NSS di Trump al suo secondo mandato, iniziato il 20 gennaio 2025, poco pi\u00f9 di un anno fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie al&nbsp;<em>Department of Defense Reorganization Act<\/em>&nbsp;del 1986, oggi abbiamo dunque a disposizione 19 importanti documenti (reperibili in Rete) strutturati in modo molto simile che ci permettono di ricostruire e mettere a confronto le visioni strategiche dei presidenti degli Stati Uniti negli ultimi quattro vorticosi decenni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo cos\u00ec rileggere, attraverso&nbsp;<strong>le NSS di Reagan e Bush padre<\/strong>, gli scampoli finali della Guerra fredda e gli effetti del venir meno della minaccia esistenziale dell\u2019Unione Sovietica. Possiamo ricostruire, attraverso&nbsp;<strong>le NSS dello stesso Bush padre e poi di Clinton<\/strong>, le illusioni e poi le contraddizioni del cosiddetto \u00abmomento unipolare\u00bb, immaginato (da Bush) come l\u2019inizio di un sia pur problematico \u00abnuovo ordine mondiale\u00bb a guida Usa e poi precipitato (nonostante l\u2019ottimismo liberale di Clinton) in un sempre pi\u00f9 pericoloso disordine internazionale, costellato da guerre e violenze di ogni genere in svariate parti del mondo: ex Jugoslavia, Cecenia, Rwanda, Somalia, per citare solo le maggiori. Possiamo quindi concentrarci sul grande trauma degli attentati del 11 settembre 2001, che hanno ispirato&nbsp;<strong>la pi\u00f9 celebre delle NSS, quella di Bush figlio, pubblicata nel 2002<\/strong>: un documento che metteva in soffitta il multilateralismo e lo stesso diritto internazionale, teorizzando la necessit\u00e0 della \u00abguerra preventiva\u00bb contro ogni potenziale minaccia, anche non imminente, proveniente da \u00abStati canaglia\u00bb e gruppi terroristici, assieme alla cosiddetta \u00abesportazione della democrazia\u00bb (da qui le guerre infinite in Afghanistan e in Iraq). E possiamo ancora ricostruire, attraverso&nbsp;<strong>le NSS di Obama<\/strong>, il ritorno degli Usa alla \u00abmoderazione strategica\u00bb, al multilateralismo, all\u2019idea di un ordine internazionale \u00abbasato sulle regole\u00bb e orientato alla sicurezza e alla prosperit\u00e0 globale sotto la leadership americana, nonostante il persistere della minaccia del terrorismo e l\u2019emergere di grandi e sempre pi\u00f9 potenti competitor: la Russia e soprattutto la Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si arriva cos\u00ec alle ultime tre NSS: quella della prima presidenza Trump (2017), quella di Joe Biden (2022) e poi ancora quella di Trump II (2025)<\/strong>. La prima ha segnato una netta rottura con la storia della politica estera e di sicurezza USA dopo la Guerra fredda. La seconda ha tentato di mettere tra parentesi quella rottura e di ricollegarsi, sia pure con qualche variante, alla tradizione dell\u2019internazionalismo liberale. La terza ha invece posto una vera e propria pietra tombale su quella tradizione. Lo dimostra, proprio in queste settimane, il passaggio dalle parole ai fatti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La prima NSS di Trump (2017)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>\u00abIl popolo americano mi ha eletto per rendere di nuovo grande l\u2019America\u00bb: esordisce con queste parole la prima NSS di Trump<\/strong>. Come? \u00c8 spiegato in estrema sintesi subito dopo: rivitalizzando l\u2019economia nazionale, ricostruendo e rafforzando la potenza militare Usa, difendendo i nostri confini, proteggendo la nostra sovranit\u00e0 e promuovendo i nostri valori in un mondo diventato ormai un\u2019arena \u00abestremamente pericolosa\u00bb e \u00abcompetitiva\u00bb. Un\u2019arena in cui operano \u00abStati canaglia\u00bb (in particolare Corea del Nord e Iran), pericolosissimi gruppi terroristici islamici radicali (l\u2019Isis e Al Qaeda) e cartelli criminali, e soprattutto grandi potenze rivali che minacciano aggressivamente gli interessi americani sul piano economico e anche su quello della forza militare (la Russia e specialmente la Cina), destabilizzando il mondo intero.&nbsp;<strong>Un\u2019America debole \u2013 questo il nucleo della NSS \u2013 non pu\u00f2 garantire alcun ordine internazionale, che \u00e8 infatti a rischio. Un\u2019America prospera e sicura, invece, pu\u00f2 \u00abpreservare la pace attraverso la forza\u00bb e promuovere un \u00abequilibrio di potere\u00bb (<em>balance of power<\/em>) che sia favorevole agli Usa, ai loro alleati e ai loro partner<\/strong>. Il tutto \u2013 questa la \u00absplendida visione\u00bb di Trump \u2013 in \u00abun mondo di nazioni forti, sovrane e indipendenti, ciascuna con la propria cultura e i propri sogni, che crescono fianco a fianco nella prosperit\u00e0, nella libert\u00e0 e nella pace\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La NSS del 2017, ben pi\u00f9 lunga di quella del 2025 (68 pagine), si articola in un\u2019introduzione, in quattro capitoli che definiscono i \u00abpilastri\u00bb della strategia di sicurezza americana, in una sezione finale dedicata alle priorit\u00e0 e alle politiche regionali e in una breve conclusione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo punto di partenza \u00e8 una professione di fede in un \u00ab<strong>realismo basato sui principi (<em>principled realism<\/em>)<\/strong>, guidato dai risultati e non dall\u2019ideologia\u00bb. Il suo assunto di fondo \u00e8 la \u00abconvinzione che la pace, la sicurezza e la prosperit\u00e0 dipendano da nazioni forti e sovrane che rispettino i propri cittadini e cooperino per promuovere la pace all\u2019estero\u00bb. Essa prosegue poi \u2013 ed \u00e8 una premessa importante \u2013 con una vera e propria&nbsp;<strong>esaltazione dei \u00abprincipi americani\u00bb<\/strong>: il potere irresistibile del \u00abpopolo\u00bb e la sua libert\u00e0, garantita dalla separazione dei poteri, dal governo limitato e dallo Stato di diritto. Tali principi, si legge, rappresentano \u00abuna forza duratura per il bene nel mondo\u00bb e hanno fatto dell\u2019America \u00abuna delle pi\u00f9 grandi forze positive della storia\u00bb. \u00c8 grazie a questi principi che gli Stati Uniti hanno posto fine alla schiavit\u00f9 attraverso una terribile guerra civile, lottato per estendere diritti uguali a tutti gli americani, combattuto due guerre mondiali, sconfitto il fascismo, plasmato l\u2019ordine post-bellico attraverso le Nazioni Unite, il Piano Marshall e la NATO, e infine trionfato sul comunismo sovietico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio&nbsp;<strong>con la fine della Guerra fredda \u2013 continua la NSS \u2013 che sono per\u00f2 iniziati i problemi. Gli Usa sono rimasti l\u2019unica superpotenza ed \u00e8 iniziata un\u2019epoca di autoipnotico \u00abcompiacimento\u00bb<\/strong>. Molti si convinsero allora che il potere americano sarebbe rimasto incontrastato e autosufficiente. Troppo fiduciosi in se stessi e nel proprio primato,&nbsp;<strong>gli Usa hanno cos\u00ec cominciato a perdere terreno<\/strong>, cedendo i propri vantaggi in settori chiave ad altri attori che lavoravano sottotraccia e a lungo termine per sfidarli, sfruttando le istituzioni internazionali, sovvenzionando le proprie industrie, imponendo massicci trasferimenti di tecnologia e distorcendo cos\u00ec i mercati. In tal modo, questi attori \u2013 la Cina in primis \u2013 hanno messo a repentaglio la sicurezza economica degli Stati Uniti. E ci\u00f2, proprio mentre in America tasse e regolamenti ingabbiavano e indebolivano la libert\u00e0 di impresa e l\u2019innovazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il risultato \u00e8 che il paese si \u00e8 risvegliato all\u2019improvviso in un mondo competitivo e instabile, in cui operano forze malevole<\/strong>: in primo luogo, grandi potenze come la&nbsp;<strong>Cina e la Russia<\/strong>, che \u00absfidano il potere, l\u2019influenza e gli interessi americani, tentando di minare la sicurezza e la prosperit\u00e0 degli Stati Uniti\u00bb; in secondo luogo,&nbsp;<strong>Stati canaglia dispotici come la Corea del Nord e l\u2019Iran<\/strong>, che \u00abdestabilizzano intere regioni, minacciano gli americani e i loro alleati e brutalizzano i propri popoli\u00bb; in terzo luogo, pericolosi<strong>&nbsp;gruppi criminali transnazionali (dai terroristi jihadisti alle grandi organizzazioni del narcotraffico)<\/strong>&nbsp;\u00abche stanno attivamente cercando di danneggiare gli americani\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta naturalmente \u2013 si legge nella NSS \u2013 di sfide di diversa natura e portata. Si tratta, per\u00f2, di&nbsp;<strong>sfide assai pericolose<\/strong>. \u00c8 vero infatti \u2013 prosegue la NSS \u2013 che l\u2019esercito americano rimane il pi\u00f9 forte del mondo. Il suo vantaggio, per\u00f2 si sta riducendo in misura rilevante. Da un lato, perch\u00e9 gli attori pi\u00f9 forti stanno attrezzando arsenali missilistici sempre pi\u00f9 avanzati in grado di colpire direttamente il territorio degli Usa. Da un altro lato, perch\u00e9 anche gli attori meno forti possono contare su un facile accesso alla tecnologia che permette di costruire a basso costo armi di distruzione di massa (nucleari, chimiche e biologiche) estremamente dannose. E da un altro lato ancora, perch\u00e9 tutti questi attori \u00absono diventati abili nell\u2019operare al di sotto della soglia del conflitto militare\u00bb e possono minacciare gli Stati Uniti e i loro partner con azioni ostili mascherate\u00bb. Grosso modo, \u00e8 quella che oggi chiamiamo \u00abguerra ibrida\u00bb, in cui gioca un ruolo essenziale anche il controllo e la manipolazione delle informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte alla complessit\u00e0 di queste sfide \u2013 ecco la conclusione \u2013 gli Usa devono dunque&nbsp;<strong>\u00abripensare le politiche degli ultimi due decenni\u00bb<\/strong>. Esse erano \u00abbasate sul presupposto che il dialogo con i rivali e la loro inclusione nelle istituzioni internazionali e nel commercio globale li avrebbe trasformati in attori benigni e partner affidabili\u00bb. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, \u00abquesta premessa si \u00e8 rivelata falsa\u00bb. La verit\u00e0 \u2013 recita la NSS \u2013 \u00e8 che&nbsp;<strong>\u00abquando l\u2019America non \u00e8 leader, attori maligni riempiono il vuoto a svantaggio degli Stati Uniti. Quando invece l\u2019America \u00e8 leader, da una posizione di forza e fiducia e in accordo con i nostri interessi e valori, tutti ne traggono beneficio\u00bb. \u00c8 solo cos\u00ec che si scoraggia la guerra e si promuove la pace<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per muoversi in questa direzione \u2013 dopo l\u2019analisi, ecco la ricetta della NSS \u2013 gli Stati Uniti devono salvaguardare a ogni costo&nbsp;<strong>quattro \u00abinteressi nazionali vitali\u00bb<\/strong>. Devono \u00abproteggere il popolo americano, la patria e lo stile di vita americano\u00bb, \u00abpromuovere la prosperit\u00e0 americana\u00bb, \u00abpreservare la pace attraverso la forza\u00bb e ancora \u00abfavorire l\u2019influenza americana nel mondo\u00bb. Sono questi i quattro pilastri della NSS del 2017.<\/p>\n\n\n\n<p>Per \u00ab<strong>proteggere il popolo americano, la patria e lo stile di vita americano<\/strong>\u00bb \u2013 \u00e8 il primo pilastro \u2013 la NSS prevede anzitutto un rigido controllo delle frontiere e il contrasto all\u2019immigrazione illegale, una delle principali ossessioni delle due presidenze Trump. Altrettanto importante \u00e8 la difesa delle infrastrutture critiche \u2013 reti energetiche, trasporti, telecomunicazioni, sanit\u00e0, sistemi bancari e finanziari, sedi governative, istituzionali e militari \u2013 da attacchi informatici che sono ormai in grado di infliggere danni severi alla sicurezza e all\u2019ordine sociale. Essenziale, poi, \u00e8 il rafforzamento della difesa missilistica, per proteggere il territorio degli Stati Uniti dalla minaccia proveniente soprattutto da paesi come la Corea del Nord e l\u2019Iran, senza che questo vada a intaccare equilibri strategici di lunga data con la Russia e la Cina. Accanto alla lotta contro la proliferazione di armi di distruzione di massa, sono infine cruciali le politiche contro il terrorismo e gli Stati e i finanziatori che lo sostengono. Esse vanno realizzate anche in via preventiva e fuori dai confini nazionali e accompagnate da misure che combattano la radicalizzazione e il reclutamento nelle comunit\u00e0 residenti negli Usa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<strong>Promuovere la prosperit\u00e0 americana<\/strong>\u00bb \u2013 \u00e8 il secondo pilastro della NSS \u2013 equivale a invertire la rotta impressa all\u2019economia Usa negli ultimi decenni in nome di quell\u2019ottimismo ingenuo e dannoso che scommette sul fatto che il libero mercato porti con s\u00e9 la democrazia e che il primo e la seconda generino a loro volta la cooperazione e la pace. Significa quindi rilanciare l\u2019economia nazionale a beneficio dei lavoratori e delle aziende Usa, che hanno delocalizzato sistematicamente la produzione a vantaggio di altri paesi e a detrimento dei livelli occupazionali americani. Significa poi difendere a tutti i costi la propriet\u00e0 intellettuale. Significa ancora \u2013 da qui l\u2019ossessione dei dazi \u2013 ristabilire rapporti commerciali equi e reciproci contro le dilaganti \u00abpratiche sleali\u00bb dei molti competitor degli Stati Uniti e dei loro stessi partner. Decisivi, infine, sono il progresso nella ricerca tecnologica e di base e lo sfruttamento (anche a suon di trivelle) delle immense risorse energetiche americane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<strong>Preservare la pace attraverso la forza<\/strong>\u00bb \u2013 \u00e8 il terzo pilastro \u2013 implica prendere atto una volta per tutte, con il necessario realismo, che \u00abla continuit\u00e0 centrale nella storia \u00e8 la lotta per il potere\u00bb. In queste pagine la NSS ripete ancora una volta che i rivali degli USA sono anzitutto le \u00abpotenze revisioniste\u00bb, Cina e Russia; gli \u00abStati canaglia\u00bb, Iran e Corea del Nord; e le \u00aborganizzazioni criminali transnazionali\u00bb, in particolare (ma non solo) i gruppi terroristici jihadisti. Per contrastare tali rivali sono necessarie misure drastiche sul piano militare, politico ed economico. \u00c8 indispensabile anzitutto potenziare e riorganizzare le forze armate, le quali devono essere in grado di scoraggiare gli avversari e, se necessario, sconfiggerli. \u00c8 indispensabile una rinnovata deterrenza nucleare, a cui devono aggiungersi il dominio dello spazio e del cyberspazio, particolarmente importante in un\u2019epoca in cui le minacce si collocano sempre pi\u00f9 spesso sotto la soglia dello scontro militare e si manifestano attraverso pervasivi attacchi di tipo informatico. \u00c8 indispensabile, ancora, rafforzare l\u2019intelligence e l\u2019industria della difesa con adeguati investimenti. \u00c8 indispensabile, inoltre, sviluppare una \u00abdiplomazia competitiva\u00bb, che faccia leva anche sulla \u00abdiplomazia economica\u00bb, prevedendo una vasta gamma di sanzioni per chi sfida a qualsiasi livello gli Stati Uniti. \u00c8 indispensabile, infine, stabilire un rapporto pi\u00f9 stretto con gli alleati e i partner degli Usa. Essi, nello schema di Trump, sono dei \u00abmoltiplicatori di potenza\u00bb, che devono tuttavia assumersi \u00abuna parte equa dell\u2019onere della responsabilit\u00e0 di proteggersi dalle minacce comuni\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per \u00ab<strong>promuovere l\u2019influenza americana nel mondo<\/strong>\u00bb \u2013 \u00e8 il quarto pilastro della NSS \u2013 gli Usa devono infine impegnarsi ad aiutare i paesi fragili e in via di sviluppo a diventare \u00absociet\u00e0 di successo\u00bb, prospere e possibilmente democratiche. Societ\u00e0 di questo genere, infatti, creano mercati redditizi per le imprese americane e possono allo stesso tempo diventare alleate affidabili degli Usa, con i quali condividere i vantaggi e gli oneri della competizione economica e politica mondiale. Anche Cina e Russia\u2013 specifica la NSS \u2013 stanno espandendo la propria influenza nel mondo. Ma lo fanno con investimenti diretti dallo Stato, che promuovono forme di vera e propria dipendenza e sudditanza. Gli Usa, invece, orientano le loro politiche di assistenza all\u2019obiettivo di porre fine alla necessit\u00e0 stessa di tale assistenza, offrendo la propria partnership in particolare a coloro che intendono condividere i loro valori. Il tutto, per\u00f2, senza le imposizioni forzose che hanno caratterizzato la storia recente: \u00abSiamo realistici \u2013 si legge in un passaggio del testo che ricorda da vicino alcune riflessioni di Samuel P. Huntington e del suo&nbsp;<em>Lo scontro delle civilt\u00e0 e il nuovo ordine mondiale<\/em>&nbsp;(1996) \u2013 e comprendiamo che lo stile di vita americano non pu\u00f2 essere imposto agli altri, n\u00e9 \u00e8 il culmine inevitabile del progresso\u00bb. Questo non toglie, per\u00f2, che gli Usa dovranno assumere un ruolo propulsivo nel mondo, assumendo la leadership nelle organizzazioni multilaterali per garantire mercati liberi e aperti, la libert\u00e0 dei mari e dell\u2019esplorazione nello spazio, comunicazioni aperte e interoperabili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fin qui, in sintesi, i quattro \u00abpilastri\u00bb della NSS del 2017. Ad essi si aggiunge ancora un\u2019ultima fondamentale sezione in cui vengono delineate le&nbsp;<strong>strategie che gli Usa e i loro alleati dovranno perseguire nelle diverse aree del mondo<\/strong>. \u00abI cambiamenti nell\u2019equilibrio di potere regionale \u2013 si legge infatti nel testo \u2013 possono avere conseguenze globali e minacciare gli interessi degli Stati Uniti\u00bb. \u00c8 dunque essenziale individuare le aree particolarmente critiche e delineare per ognuna di esse specifiche politiche di sicurezza e di difesa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sei queste aree critiche. La NSS le presenta, sia pure implicitamente, in ordine di importanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 la regione dell\u2019<strong>Indo-Pacifico<\/strong>, che si estende tra la costa occidentale dell\u2019India e le coste occidentali degli Stati Uniti. Si tratta di una regione \u2013 si legge nella NSS \u2013 che rappresenta la parte pi\u00f9 popolosa ed economicamente pi\u00f9 dinamica del mondo e in cui \u00e8 un atto una vera e propria \u00abcompetizione geopolitica tra visioni libere e repressive dell\u2019ordine mondiale\u00bb. \u00c8 qui (ma non solo qui) che si muove il vero e grande competitor degli Stati Uniti, la&nbsp;<strong>Cina<\/strong>, la quale \u2013 con incentivi e sanzioni, con implicite o scoperte minacce militari, con investimenti infrastrutturali e strategie commerciali di vario tipo \u2013 sta espandendo a passi da gigante la sua influenza. In particolare, i suoi sforzi per \u00abcostruire e militarizzare avamposti nel Mar Cinese Meridionale\u00bb mettono a repentaglio la libert\u00e0 dei commerci in un\u2019area strategica del pianeta, minacciano la sovranit\u00e0 di altre nazioni e minano la stabilit\u00e0 regionale. Accanto al grande competitor, vi \u00e8 poi il pi\u00f9 piccolo (ma non meno pericoloso) nemico giurato degli Stati Uniti,&nbsp;<strong>il regime nordcoreano<\/strong>, che sta accelerando i suoi programmi nucleari e missilistici. Si tratta di una \u00abminaccia globale che richiede una risposta globale\u00bb. Essa, infatti, pu\u00f2 portare alla proliferazione di armi di distruzione di massa, non solo nell\u2019Indo-Pacifico ma anche oltre, con il finanziamento di gruppi terroristici di ogni tipo. \u00c8 a fronte di queste due minacce \u2013 Cina e Corea del Nord \u2013 che gli Stati Uniti dovranno rinsaldare i propri rapporti di cooperazione economica e militare con vecchi e nuovi alleati: la Corea del Sud, il Giappone, l\u2019Australia, la Nuova Zelanda, la potenza emergente dell\u2019India e, ancora, Filippine, Thailandia, Vietnam, Indonesia, Malesia, Singapore e naturalmente Taiwan, il punto pi\u00f9 cruciale della minaccia cinese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda area critica \u00e8 l\u2019<strong>Europa<\/strong>. Oggi, questo riferimento evoca immediatamente la profonda spaccatura dei rapporti transatlantici che sta opponendo in modo sempre pi\u00f9 aspro gli Usa e l\u2019Ue e i paesi europei. Nella NSS del 2017 \u2013 che \u00e8 in questo assai differente da quella del 2025 \u2013 le cose stanno molto diversamente. In essa, infatti, l\u2019Europa \u00e8 quel pezzo di mondo in cui si sta muovendo in modo aggressivo in special modo la&nbsp;<strong>Russia di Putin<\/strong>. \u00abUn\u2019Europa forte e libera \u2013 si legge nel testo \u2013 \u00e8 di vitale importanza per gli Stati Uniti\u00bb. Con essa l\u2019America condivide il comune impegno per la difesa dei principi della democrazia, della libert\u00e0 e dello Stato di diritto, che si \u00e8 consolidato dopo la ricostruzione all\u2019indomani della Seconda guerra mondiale. L\u2019Europa, inoltre, \u00e8 \u00abuna delle regioni pi\u00f9 prospere del mondo e il nostro partner commerciale pi\u00f9 importante\u00bb. \u00c8 ai suoi danni che si \u00e8 mossa la Russia con l\u2019invasione della Georgia (nel 2008) e poi dell\u2019Ucraina (2014). Ed \u00e8 contro di essa \u2013 e la stessa credibilit\u00e0 dell\u2019unit\u00e0 transatlantica \u2013 che Putin esibisce posture muscolari, con lo schieramento avanzato di capacit\u00e0 offensive e la minaccia nucleare. Altri pericoli, per\u00f2, incombono sul Vecchio Continente: da un lato,&nbsp;<strong>la Cina<\/strong>, che espande le sue pratiche commerciali sleali e investe in settori chiave (infrastrutture e tecnologie sensibili); dall\u2019altro,&nbsp;<strong>il terrorismo jihadista<\/strong>&nbsp;che, alimentato dall\u2019instabilit\u00e0 del Medio Oriente e dell\u2019Africa, continua a colpire svariati paesi europei, tra cui Francia, Spagna, Germania, Belgio e Regno Unito. Con toni molto diversi da quelli a cui ci siamo poi abituati, la NSS del 2017 dichiara che \u00abgli Stati Uniti sono pi\u00f9 sicuri quando l\u2019Europa \u00e8 prospera e stabile\u00bb. Essa ribadisce l\u2019importanza della Nato e l\u2019impegno a onorare l\u2019art. 5 del Trattato, riconoscendo che gli europei stanno dando un enorme contributo nella lotta contro i terroristi jihadisti in Afghanistan e nel Medio Oriente allargato e sottolineando che \u00e8 anche grazie alle basi europee che gli americani possono mettere a punto operazioni globali. Seguono per\u00f2, relativamente in sordina, due ritornelli che riecheggeranno in modo sempre pi\u00f9 rumoroso negli anni a venire. Il primo \u00e8 che la&nbsp;<strong>NATO \u00abdiventer\u00e0 pi\u00f9 forte quando tutti i membri si assumeranno maggiori responsabilit\u00e0<\/strong>&nbsp;e pagheranno la loro giusta quota per proteggere i nostri interessi comuni, la nostra sovranit\u00e0 e i nostri valori\u00bb, portando al 2% del PIL le spese per la difesa entro il 2024. Il secondo \u00e8 l\u2019appello a&nbsp;<strong>garantire con l\u2019Ue e con il Regno Unito \u00abpratiche commerciali eque e reciproche<\/strong>\u00bb e ad eliminare gli ostacoli alla crescita\u00bb. Per il resto, la NSS del 2017 esibisce uno spirito di cooperazione transatlantica ancora rilevante. Che \u00e8 andato in frantumi negli anni a seguire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La terza area critica \u00e8 il<strong>&nbsp;Medio Oriente<\/strong>, una regione decisiva per la stabilit\u00e0 del mercato energetico globale. In essa \u2013 si legge \u2013 operano, in stretta connessione, i&nbsp;<strong>gruppi terroristici<\/strong>&nbsp;pi\u00f9 pericolosi del mondo (l\u2019Isis e Al Qaeda) e&nbsp;<strong>l\u2019Iran<\/strong>teocratico, il loro principale sponsor, che tra l\u2019altro fa grandi progressi sul terreno del nucleare e dello sviluppo di missili balistici. Gli Usa non possono pi\u00f9 coltivare, dopo le esperienze pregresse, \u00abaspirazioni alla trasformazione democratica\u00bb di quest\u2019area. Ma non possono nemmeno girarsi dall\u2019altra parte e disimpegnarsi. Un Medio Oriente moderno e aperto agli interessi Usa, infatti, \u00e8 ben possibile. Molti paesi arabi, tra l\u2019altro, stanno prendendo le distanze dell\u2019estremismo islamico e dalla violenza e si stanno convincendo che&nbsp;<strong>l\u2019Iran \u2013 e non il conflitto israelo-palestinese \u2013 \u00e8 la vera causa dell\u2019instabilit\u00e0 della regione<\/strong>. \u00c8 su questo terreno che gli Usa possono promuovere la stabilit\u00e0 del Medio Oriente, una stabilit\u00e0 e un equilibrio di potere, naturalmente, che possa favorire gli interessi americani. Il che implica la neutralizzazione della \u00abminaccia maligna\u00bb dell\u2019Iran e un \u00abaccordo di pace globale che sia accettabile sia per gli israeliani che per i palestinesi\u00bb. Due obiettivi a cui gli Stati Uniti daranno tutto il loro supporto militare, politico ed economico. Com\u2019\u00e8 poi in parte avvenuto con gli Accordi di Abramo.<\/p>\n\n\n\n<p>La quarta area critica \u00e8 l\u2019<strong>Asia meridionale e centrale<\/strong>. In essa, i principali problemi per la sicurezza Usa discendono dal&nbsp;<strong>Pakistan<\/strong>&nbsp;(pericoloso rifugio di terroristi e potenza nucleare in minaccioso contrasto con l\u2019India) e dall\u2019<strong>Afghanistan<\/strong>(all\u2019epoca ancora teatro della guerra iniziata all\u2019indomani degli attentati terroristici del 2001).<\/p>\n\n\n\n<p>La quinta \u00e8 il cosiddetto \u00ab<strong>Emisfero Occidentale<\/strong>\u00bb, dal Canada all\u2019estremo sud dell\u2019America Latina: una regione \u2013 si legge nella NSS \u2013 che \u00e8 \u00absull\u2019orlo della prosperit\u00e0 e della pace, fondate sulla democrazia e sullo stato di diritto\u00bb. Anche qui, per\u00f2, le sfide permangono. Non in&nbsp;<strong>Canada<\/strong>, con il quale gli Stati Uniti \u00abcondividono un partenariato strategico e di difesa unico nel suo genere\u00bb. Ma sicuramente in una parte significativa dell\u2019<strong>America Latina<\/strong>, dove sono aperte due piaghe molto profonde. La prima \u00e8 quella delle&nbsp;<strong>organizzazioni criminali<\/strong>&nbsp;transnazionali, che destabilizzano soprattutto gli Stati dell\u2019America centrale e gli stessi Stati Uniti con il traffico di droga attraverso le frontiere. La seconda piaga \u00e8 quella degli \u00abanacronistici\u00bb regimi autoritari di sinistra al potere in&nbsp;<strong>Venezuela<\/strong>&nbsp;e a&nbsp;<strong>Cuba<\/strong>, due paesi apertamente sostenuti dalle potenze ostili \u00abnon emisferiche\u00bb della Cina e della Russia con investimenti, prestiti, vendita di armi e legami militari. Disarticolare bande e cartelli criminali e isolare questi regimi avversi \u00e8 \u2013 per la NSS \u2013 una delle priorit\u00e0 della politica di sicurezza Usa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sesta area, infine, \u00e8 l\u2019<strong>Africa<\/strong>, un continente ricco di promesse e in strepitosa crescita, ma ancora afflitto da turbolenze politiche, instabilit\u00e0 e corruzione dilagante. In questa parte del mondo, le principali criticit\u00e0 derivano dalla minaccia letale del&nbsp;<strong>terrorismo jihadista<\/strong>&nbsp;e dalla presenza economica crescente, opaca ed \u00abestrattiva\u00bb della&nbsp;<strong>Cina<\/strong>, che costituisce ormai il pi\u00f9 grande partner commerciale del continente in alleanza con le \u00e9lites corrotte locali. A farne le spese sono gli africani. Anche in questo caso, gli Usa devono ampliare i legami commerciali ed economici con i singoli paesi, cercando di andare oltre l\u2019assistenza umanitaria e promuovendo la crescita. Al tempo stesso, devono contrastare il terrorismo, la tratta di esseri umani e il commercio illegale di armi e risorse naturali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fin qui, dunque, la NSS del 2017, che ha ispirato e anticipato in vario modo le politiche di Trump durante il suo primo mandato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Intermezzo: la NSS di Biden (2022)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019elezione di&nbsp;<strong>Joe Biden<\/strong>&nbsp;alla presidenza degli Usa e il suo insediamento alla Casa Bianca dopo i drammatici fatti di Capitol Hill del 6 gennaio 2021 (l\u2019assalto violento dei sostenitori di Trump al palazzo del Congresso) hanno riportato&nbsp;<strong>la politica estera, di sicurezza e di difesa degli Usa su binari pi\u00f9 tradizionali<\/strong>, ben fissati nella NSS del nuovo presidente nell\u2019ottobre del 2022.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In quel documento \u2013 che non possiamo qui analizzare pi\u00f9 dettagliatamente \u2013 Cina e Russia restavano i principali competitor strategici degli Stati Uniti (la Russia soprattutto dopo l\u2019invasione militare dell\u2019Ucraina nel febbraio 2022). Riemergeva tuttavia con chiarezza l\u2019aspirazione a un<strong>&nbsp;ritorno della \u00abmoderazione strategica\u00bb&nbsp;<\/strong>nella politica estera americana: maggiore cooperazione multilaterale, rispetto del diritto e delle organizzazioni internazionali (Onu), ruolo decisivo delle alleanze e dei partenariati internazionali (Nato), maggiore attenzione alle grandi sfide globali poste dal cambiamento climatico, dalle pandemie (Covid) e dall\u2019innovazione tecnologica. Il tutto, naturalmente, sempre nel quadro della rivendicazione di una sostanziale e indiscussa leadership americana nel mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tre fatti molto gravi<\/strong>, tuttavia, dovevano gettare un forte discredito su queste ricette e sulle loro conseguenze. Prima, il rovinoso e umiliante&nbsp;<strong>ritiro della coalizione internazionale a guida americana dall\u2019Afghanistan<\/strong>&nbsp;nell\u2019agosto del 2021, con il ritorno al potere dei Talebani dopo 20 anni di guerra e di grandi perdite umane e materiali. Poi, la gi\u00e0 citata&nbsp;<strong>invasione russa dell\u2019Ucraina<\/strong>&nbsp;nel febbraio 2022, che ha dato inizio a una guerra violentissima e tuttora in corso. Infine,&nbsp;<strong>i terribili attentati del 7 ottobre 2023<\/strong>&nbsp;messi in atto da Hamas (circa 1200 morti e oltre 200 ostaggi israeliani), che hanno provocato l\u2019altrettanto&nbsp;<strong>terribile guerra di Gaza<\/strong>, incendiando l\u2019intero Medio Oriente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A prescindere da tutto, qualcosa era andato storto. E a un paese umiliato e offeso, abbastanza solido economicamente ma afflitto da una pesante inflazione e angosciato da una percezione diffusa di crisi, si poteva nuovamente offrire il sogno di un\u2019America \u00abgreat again\u00bb. Da qui, la&nbsp;<strong>vittoria di Trump alle elezioni del 2024<\/strong>, il suo insediamento alla Casa Bianca il 20 gennaio 2025 e \u2013 dopo centinaia di&nbsp;<em>executive orders<\/em>&nbsp;di cui ci siamo gi\u00e0 occupati \u2013 la NSS del novembre 2025.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un testo significativamente diverso dalla NSS del 2017, che merita di essere letto con attenzione. \u00c8 da esso, infatti, che emerge con molta chiarezza e coerenza la sua visione di come gli Usa dovrebbero agire sulla scena mondiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La seconda NSS di Trump (2025): principi generali e premessa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel suo impianto generale, la NSS del 2025 riprende \u2013 come si \u00e8 gi\u00e0 detto \u2013 l\u2019architettura della precedente NSS di Trump:&nbsp;<strong>America first e&nbsp;<em>peace through strenght<\/em>&nbsp;<\/strong>restano i suoi due principi di fondo. Essi, tuttavia,&nbsp;<strong>vengono declinati in modo decisamente diverso, con una postura neoisolazionista, esplicitamente nazionalista e selettivamente muscolare<\/strong>&nbsp;che non era presente o quantomeno non traspariva in modo chiaro dalla NSS del 2017. Non mancano, inoltre, alcuni nuovi \u00abdettagli\u00bb, che contribuiscono a rendere questo pi\u00f9 breve documento (33 pagine) davvero molto differente dalla precedente&nbsp;<em>strategy<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova&nbsp;<strong>NSS esordisce enumerando e celebrando gli spettacolari successi della seconda amministrazione Trump<\/strong>. In soli nove mesi \u2013 si legge \u2013 gli Usa si sono ripresi dalle catastrofi e dai disastri della debolissima presidenza Biden. I confini del paese sono stati ripristinati per fermare l\u2019invasione dei migranti. L\u2019esercito \u00e8 stato potenziato con investimenti di mille miliardi di dollari e liberato dalle follie dell\u2019ideologia di genere radicale e dal wokismo. Il legame con gli alleati \u00e8 stato rinsaldato, grazie anche allo storico impegno dei paesi Nato ad aumentare dal 2% al 5% del Pil le spese per la difesa comune. \u00c8 stata finalmente \u00abliberata\u00bb la produzione energetica nazionale e sono state imposte \u00abtariffe storiche\u00bb per riportare a casa le industrie critiche che avevano delocalizzato all\u2019estero. Non solo. Sono state distrutte, con l\u2019operazione Midnight Hammer, le capacit\u00e0 nucleari iraniane. I cartelli della droga e \u00able bande straniere selvagge che operano nella nostra regione\u00bb sono state dichiarate organizzazioni terroristiche straniere (con tutto quel che ne consegue). E si \u00e8 posto fine a ben otto conflitti violenti: tra Cambogia e Thailandia, Kosovo e Serbia, Congo e Rwanda, Pakistan e India, Israele e Iran, Egitto ed Etiopia, Armenia e Azerbaigian, nonch\u00e9 alla guerra di Gaza, con la liberazione di tutti gli ostaggi ancora vivi. La conclusione \u00e8 sempre la stessa: \u00abL\u2019America \u00e8 di nuovo forte e rispettata, e&nbsp;<em>proprio per questo<\/em>&nbsp;[sta] portando la pace in tutto il mondo\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019autocelebrazione, anche la NSS del 2025 parte da una<strong>&nbsp;professione di \u00abrealismo\u00bb.&nbsp;<\/strong>Non si tratta pi\u00f9 per\u00f2 \u2013 e la differenza \u00e8 rilevante \u2013 del&nbsp;<em>principled realism<\/em>, del realismo basato sui principi e sui valori americani del 2017, ma di un<strong>realismo che sfocia in un dichiarato isolazionismo<\/strong>, ancorch\u00e9 inteso in senso lato. Una strategia \u2013 ovvero un \u00abpiano concreto e realistico\u00bb \u2013 deve valutare, selezionare e stabilire delle priorit\u00e0\u00bb. In questa prospettiva, si legge nel testo, \u00ab<strong>non tutti i paesi, le regioni, le questioni o le cause, per quanto meritevoli, possono essere al centro della strategia americana<\/strong>\u00bb. Lo scopo della politica estera, infatti, \u00ab\u00e8&nbsp;<strong>la protezione degli interessi nazionali fondamentali: questo \u00e8&nbsp;<em>l\u2019unico<\/em>&nbsp;obiettivo<\/strong>&nbsp;di questa strategia\u00bb. Il grande errore delle amministrazioni presidenziali dopo la Guerra fredda \u00e8 stato di pensare che il dominio degli Usa sul mondo intero fosse nell\u2019interesse paese. Ma non \u00e8 cos\u00ec. \u00abGli affari degli altri paesi \u2013 recita la NSS \u2013 \u00abci riguardano solo se le loro attivit\u00e0 minacciano&nbsp;<em>direttamente<\/em>&nbsp;i nostri interessi\u00bb. Chiudendo gli occhi di fronte a questo principio elementare,&nbsp;<strong>le \u00e9lites americane hanno sopravvalutato la disponibilit\u00e0 e le stesse capacit\u00e0 dell\u2019America di farsi carico di oneri globali. Hanno scommesso sul globalismo e sul libero scambio<\/strong>, che hanno inflitto gravi danni alla classe media e alla base industriale Usa. Hanno permesso ad alleati e partner di scaricare il costo della loro difesa sul popolo americano e di \u00abcoinvolgerci in conflitti e controversie centrali per i loro interessi ma periferiche o irrilevanti per i nostri\u00bb. Non solo.&nbsp;<strong>Hanno anche \u00ablegato la politica americana a una rete di istituzioni internazionali, alcune delle quali guidate da un antiamericanismo dichiarato<\/strong>&nbsp;e molte da un transnazionalismo che cerca esplicitamente di dissolvere la sovranit\u00e0 dei singoli Stati\u00bb. Tutto questo \u2013 conclude la NSS \u2013 ha fortemente indebolito l\u2019America e deve finire, in modo da permettere che per essa si dischiuda finalmente una \u00abnuova et\u00e0 dell\u2019oro\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa premessa, la NSS si articola in&nbsp;<strong>tre sezioni<\/strong>. La prima si interroga su \u00abcosa dovrebbero volere gli Stati Uniti\u00bb. La seconda su \u00abquali sono i mezzi per ottenere ci\u00f2 che vogliamo\u00bb. La terza, infine, sulle strategie e le priorit\u00e0 del paese, in patria e nel resto del mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La prima sezione della NSS: cosa vogliamo?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>La prima sezione \u00e8 di fatto un\u2019illustrazione sintetica ma molto chiara del principio \u00abAmerica first\u00bb<\/strong>. \u00abVogliamo \u2013 vi si legge \u2013 la sopravvivenza e la sicurezza degli Stati Uniti come repubblica indipendente e sovrana\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00abvogliamo\u00bb pi\u00f9 generale si articola in diversi altri \u00abvogliamo\u00bb, che meritano di essere richiamati. Vogliamo \u2013 recita la NSS \u2013 il pieno controllo dei nostri confini e del nostro sistema di immigrazione. Vogliamo un\u2019infrastruttura nazionale resiliente, in grado di resistere a catastrofi naturali e a minacce straniere. Vogliamo l\u2019esercito pi\u00f9 potente, letale e tecnologicamente pi\u00f9 avanzato del mondo. Vogliamo la deterrenza nucleare pi\u00f9 solida, credibile e moderna possibile e sistemi di difesa missilistica di nuova generazione (il Golden Dome). Vogliamo l\u2019economia pi\u00f9 forte, dinamica e innovativa. Vogliamo la base industriale pi\u00f9 potente del pianeta, anche quella correlata alla difesa. Vogliamo il settore energetico pi\u00f9 innovativo. Vogliamo restare il paese pi\u00f9 avanzato dal punto di vista scientifico e tecnologico, proteggendo anche la nostra propriet\u00e0 intellettuale dai furti stranieri. Vogliamo mantenere l\u2019enorme e ineguagliabile&nbsp;<em>soft power<\/em>&nbsp;degli Stati Uniti, senza scusarci per il nostro passato e il nostro presente, ma rispettando le diverse religioni, culture e sistemi di governo degli altri paesi. Vogliamo, ancora, rinvigorire la salute spirituale e culturale dell\u2019America, un popolo orgoglioso delle proprie glorie passate e fiducioso nel futuro. Il che non \u00e8 possibile \u2013 il sottinteso anti-woke \u00e8 chiaro \u2013 \u00absenza un numero crescente di famiglie forti e tradizionali che crescano figli sani\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre in questa sezione, la NSS chiarisce anche che cosa \u00abvogliono gli Stati Uniti nel mondo e dal mondo\u00bb, vale a dire i suoi&nbsp;<strong>obiettivi di politica estera<\/strong>. Quelli su cui gli Usa devono concentrarsi in via prioritaria, trascurando tutti gli altri, sono cinque e sono un po\u2019 diversi, anche nell\u2019ordine di importanza, da quelli indicati nel 2017.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al primo posto, giganteggiano<strong>&nbsp;la stabilit\u00e0 dell\u2019Emisfero occidentale e il cosiddetto \u00abcorollario Trump alla Dottrina Monroe\u00bb<\/strong>, che nel 2017 stavano al quinto posto. Obiettivi di questo primo \u00abvogliamo\u00bb sono la prevenzione e lo scoraggiamento della migrazione di massa verso gli Usa; la lotta contro il narcotraffico e i cartelli criminali, che rovesciano nel paese i loro letali veleni; la fine delle incursioni straniere, che spesso controllano beni e catene di approvvigionamento strategici; il libero e continuo accesso a luoghi strategici chiave (ad es. Panama).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Segue, al secondo posto, la volont\u00e0 di<strong>&nbsp;fermare i danni che gli attori stranieri \u2013 \u00e8 sottinteso: la Cina in primis \u2013 infliggono in vario modo all\u2019economia americana<\/strong>, mantenendo libero e accessibile l\u2019Indo-Pacifico (al primo posto nelle priorit\u00e0 del 2017), preservando pi\u00f9 in generale la libert\u00e0 di navigazione ovunque e mantenendo catene di approvvigionamento sicure e l\u2019accesso ai materiali critici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo obiettivo \u00e8 formulato in modo ambiguo e curioso: \u00abVogliamo&nbsp;<strong>sostenere i nostri alleati nel preservare la libert\u00e0 e la sicurezza dell\u2019Europa, ripristinando al contempo la fiducia nella propria civilt\u00e0 e l\u2019identit\u00e0 occidentale dell\u2019Europa<\/strong>\u00bb. Capiremo pi\u00f9 avanti cosa significa. Gi\u00e0 da qui, tuttavia, si comprende che la Russia \u2013 che nel 2017 era il principale problema \u00abeuropeo\u00bb e una potenza ostile e \u00abrevisionista\u00bb al pari della Cina \u2013 \u00e8 quasi scomparsa dai radar del secondo Trump, quanto meno come nemico esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane invece almeno relativamente nel mirino&nbsp;<strong>il Medio Oriente<\/strong>: \u00abvogliamo impedire che una potenza avversaria domini il Medio Oriente, le sue riserve di petrolio e gas e i punti nevralgici attraverso i quali transitano, evitando al contempo le \u201cguerre infinite\u201d che ci hanno impantanato in quella regione con costi enormi\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine \u2013 \u00e8 il quinto e nuovo obiettivo \u2013 si rivendica la volont\u00e0 di&nbsp;<strong>garantire che la tecnologia Usa guidi il progresso mondiale<\/strong>, soprattutto nei settori cruciali dell\u2019intelligenza artificiale, delle biotecnologie e dell\u2019informatica quantistica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La seconda sezione della NSS: quali mezzi abbiamo a disposizione?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Sono questi, dunque, \u00abgli interessi nazionali&nbsp;<em>fondamentali e vitali<\/em>&nbsp;degli Stati Uniti\u00bb.&nbsp;<strong>Con quali mezzi<\/strong>&nbsp;\u00e8 possibile perseguirli? \u00c8 quanto viene brevemente illustrato, in modo un po\u2019 ripetitivo, nella successiva sezione della NSS. In essa, infatti, si fa riferimento a diversi fattori gi\u00e0 citati: l\u2019economia e il sistema finanziario pi\u00f9 grandi e dinamici del mondo; la tecnologia pi\u00f9 avanzata; un esercito imbattibile; la fitta rete di alleanze che gli Usa hanno costruito nel tempo; il soft power americano; e il carattere orgoglioso e coraggioso del popolo degli Stati Uniti. Di nuovo vi \u00e8 il riferimento alla peculiare \u00abagilit\u00e0\u00bb del sistema politico, che \u00e8 sempre \u00abin grado di correggere la rotta\u00bb, e alla posizione geografica invidiabile del paese che, grazie a due vasti oceani, non ha grandi potenze ostili ai suoi confini. Vi sono poi \u2013 continua la NSS \u2013 le promettenti imprese che l\u2019amministrazione sta realizzando: la reintroduzione del merito e della competenza nelle istituzioni americane (contro le folli politiche DEI di Biden); la liberazione delle politiche energetiche dai vincoli imposti dalle precedenti amministrazioni e dalle organizzazioni internazionali; la reindustrializzazione del paese; il ripristino della piena libert\u00e0 economica e di intrapresa attraverso tagli fiscali e la&nbsp;<em>deregulation<\/em>; e ancora i colossali investimenti nelle tecnologie emergenti e nella ricerca di base.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La terza sezione della NSS: la strategia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Con tutti questi mezzi a disposizione, i cinque obiettivi \u00abfondamentali e vitali\u00bb degli Usa possono dunque essere perseguiti e realizzati. Ed \u00e8&nbsp;<strong>su queste basi che si deve fondare \u00abla strategia\u00bb degli Stati Uniti nel prossimo futuro.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Essa \u2013 viene detto e ridetto \u2013<strong>&nbsp;mira alla pace: a fermare i conflitti regionali prima che degenerino in guerre globali<\/strong>, che non sono certo nell\u2019interesse degli Usa. A questo fine \u2013 si legge nella NSS \u2013 l\u2019amministrazione presidenziale utilizzer\u00e0 una \u00ab<strong>diplomazia non convenzionale<\/strong>, la potenza militare americana e la leva economica per estinguere chirurgicamente le braci della divisione tra nazioni dotate di armi nucleari e guerre violente causate da secoli di odio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa strategia di pace \u00e8 definita nell\u2019ultima sezione del testo, che prima ne dichiara \u00abi&nbsp;<strong>principi<\/strong>\u00bb, poi ne indica \u00able&nbsp;<strong>priorit\u00e0<\/strong>\u00bb e infine getta uno sguardo \u2013 per noi molto interessante \u2013 alle diverse&nbsp;<strong>aree critiche<\/strong>&nbsp;del mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. I principi<\/strong>. Il primo principio in ordine di importanza della NSS \u00e8 la \u00ab<strong>definizione mirata dell\u2019interesse nazionale<\/strong>\u00bb. Gli Stati Uniti non possono pi\u00f9 ampliare a dismisura la definizione di tale interesse, ma devono essere pi\u00f9 selettivi e mettere al centro di ogni cosa soltanto ed esclusivamente la sicurezza nazionale del paese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo principio lo conosciamo gi\u00e0: \u00e8 la \u00ab<strong>pace attraverso la forza<\/strong>\u00bb, la quale costituisce sempre il miglior deterrente per gli Stati e gli attori ostili, l\u2019unico linguaggio che essi davvero comprendono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo principio \u00e8 la \u00ab<strong>predisposizione al non interventismo<\/strong>\u00bb negli affari delle altre nazioni, che hanno pieno diritto a una \u00abposizione separata e uguale l\u2019una rispetto all\u2019altra\u00bb. Poich\u00e9 tuttavia gli Usa hanno interessi numerosi e diversificati in ogni parte del mondo, non \u00e8 possibile fare del \u00abnon interventismo\u00bb un dogma troppo rigido. \u00abPredisposizione al non interventismo\u00bb significa dunque che bisogna fissare standard molto elevati per giustificare qualsivoglia intervento negli affari di altri, che rimane per\u00f2 pur sempre possibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il quarto principio \u00e8 il \u00ab<strong>realismo flessibile<\/strong>\u00bb, vale a dire la ricerca di relazioni pacifiche con tutte le nazioni, senza imporre loro cambiamenti politici o sociali estranei alla loro storia e alle loro tradizioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il quinto principio \u00e8 \u00ab<strong>il primato delle nazioni<\/strong>\u00bb. \u00c8 infatti lo Stato-nazione l\u2019unit\u00e0 politica fondamentale del mondo. Il quale \u00abfunziona al meglio quando le nazioni danno la priorit\u00e0 ai propri interessi\u00bb. Per questa ragione, la NSS \u00e8 a favore dei diritti sovrani delle nazioni e contro quelle organizzazioni transnazionali che invece ne minano la sovranit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il sesto principio \u00e8 quello, importantissimo e gi\u00e0 ben definito nel 2017, della&nbsp;<strong><em>balance of power<\/em><\/strong>, dell\u2019equilibrio di potenza. Gli Usa \u2013 \u00e8 detto in modo chiaro \u2013 non perseguono nessun progetto di dominio globale sul mondo. Proprio per questa ragione, per\u00f2, non possano permettere che altre nazioni diventino cos\u00ec dominanti da minacciare i loro interessi. L\u2019obiettivo degli Usa \u00e8 dunque l\u2019equilibrio di potere globale e regionale. Il che, a sua volta, \u00abnon significa sprecare sangue e risorse per limitare l\u2019influenza di tutte le grandi potenze e potenze medie del mondo\u00bb. A tal fine \u00e8 sufficiente collaborare con i propri partner per contrastare le ambizioni che minacciano gli interessi comuni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, per\u00f2, la NSS fissa anche il principio di<strong>&nbsp;\u00abequit\u00e0\u00bb&nbsp;<\/strong>o di \u00abcorrettezza\u00bb (<em>fairness<\/em>)<strong>&nbsp;nelle relazioni commerciali e soprattutto nelle alleanze militari<\/strong>. \u00c8 soprattutto su questo terreno \u2013 si legge nel testo \u2013 che gli Usa si aspettano che i propri alleati \u00abspendano una quota molto maggiore del loro PIL per la loro difesa, per iniziare a compensare gli enormi squilibri accumulati in decenni di spesa molto maggiore da parte degli Stati Uniti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Favorire una prosperit\u00e0 diffusa tra i lavoratori americani e soprattutto la competenza e il merito<\/strong>&nbsp;sono i due ultimi principi della NSS, sempre nella prospettiva di rendere l\u2019America \u00abgreat again\u00bb. A quest\u2019ultimo proposito, la&nbsp;<em>strategy<\/em>specifica la sua totale ostilit\u00e0 verso quelle ideologie radicali che tentano di sostituire competenza e merito con lo status di gruppo privilegiato. Al tempo stesso, per\u00f2, si dichiara contro l\u2019apertura del mercato del lavoro americano alla ricerca di quei \u00abtalenti globali\u00bb che alla fine danneggiano i lavoratori americani. Anche in questo caso, l\u2019America e gli americani \u00abdevono venire sempre prima di tutto\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Le priorit\u00e0<\/strong><strong>.&nbsp;<\/strong>Fissati questi principi pi\u00f9 generali, la NSS indica le&nbsp;<strong>5 priorit\u00e0<\/strong>&nbsp;fondamentali della politica Usa. Ci limitiamo a elencarle, perch\u00e9 le abbiamo gi\u00e0 pi\u00f9 volte discusse.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La prima \u00e8&nbsp;<strong>porre fine all\u2019era della migrazione di massa<\/strong>, con tutte le minacce che essa porta con s\u00e9 e alla stessa sovranit\u00e0 degli Usa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda \u2013 che diventer\u00e0 pi\u00f9 comprensibile tra poco \u2013 \u00e8 la&nbsp;<strong>protezione dei diritti e delle libert\u00e0 fondamentali dei cittadini dagli abusi dei governi e delle \u00e9lites<\/strong>, sia in America, sia in Europa, nell\u2019Anglosfera e nel resto del mondo democratico, in particolare tra i nostri alleati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La terza \u00e8 la&nbsp;<strong>condivisione e il trasferimento degli oneri del governo mondiale<\/strong>. \u00abI giorni in cui gli Stati Uniti sostenevano l\u2019intero ordine mondiale come Atlante \u2013 si legge nel testo \u2013 sono finiti\u00bb. Alleati e partner dell\u2019America \u2013 tra cui si contano \u00abdecine di nazioni ricche e sofisticate\u00bb \u2013 dovranno contribuire in misura molto maggiore alla nostra difesa collettiva\u00bb, come \u00e8 gi\u00e0 stato fatto con l\u2019impegno dei paesi NATO a spendere il 5% del proprio PIL per l\u2019Alleanza. Ma soprattutto dovranno assumersi \u00abla responsabilit\u00e0 primaria delle loro regioni\u00bb (messaggio chiaro sulla guerra russo-ucraina), affinch\u00e9 gli Stati Uniti possano contrastare in modo efficace le influenze davvero ostili o sovversive nei loro confronti, evitando \u00abl\u2019eccessiva estensione e la diffusione dell\u2019attenzione che hanno minato gli sforzi passati\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La quarta priorit\u00e0 \u00e8 il \u00ab<strong>riallineamento attraverso la pace<\/strong>\u00bb, la ricerca di accordi di pace, sotto la guida dell\u2019America, anche in regioni e paesi periferici rispetto ai nostri interessi immediati. In questo modo, si rafforza l\u2019influenza globale degli Stati Uniti e la stabilit\u00e0 mondiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La quinta e ultima \u2013 di cui si \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 volte detto \u2013 \u00e8 il&nbsp;<strong>potenziamento della sicurezza economica americana<\/strong>, da realizzarsi con accordi commerciali equi e reciproci, con la garanzia di accesso alle catene di approvvigionamento e ai materiali critici, con la reindustrializzazione, con il rilancio della base industriale della difesa, con il dominio energetico (in opposizione alle disastrose ideologie del cambiamento climatico) e con il rafforzamento del dominio del settore finanziario americano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Gli scenari regionali<\/strong>. Fissati principi e priorit\u00e0, la NSS prende infine in esame i diversi scenari regionali, ribadendo che gli Usa \u00abnon possono permettersi di prestare la stessa attenzione a ogni regione e a ogni problema del mondo\u00bb, se non quando sono in discussione i loro interessi vitali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La prima regione a essere presa in considerazione \u2013 evidentemente come prioritaria al massimo grado \u2013 \u00e8 l\u2019<strong>Emisfero Occidentale<\/strong>. In quest\u2019area deve essere applicata la vecchia&nbsp;<strong>dottrina Monroe<\/strong>, l\u2019America agli americani. Ma con una postura decisamente pi\u00f9 aggressiva, il cosiddetto \u00ab<strong>corollario Trump<\/strong>\u00bb. Le Americhe devono cio\u00e8 diventare e poi rimanere una sfera di influenza esclusiva degli Usa, che devono poter accedere alle aree geografiche di tutta la regione ed escludere, anche con la forza, la possibilit\u00e0 che attori non emisferici \u2013 la Cina e la Russia pi\u00f9 che la vecchia Europa di Monroe \u2013 possano \u00abposizionare forze o altre capacit\u00e0 minacciose, o possedere o controllare risorse strategicamente vitali nel nostro emisfero\u00bb. \u00c8 questa \u2013 com\u2019\u00e8 stata ribattezzata \u2013 la \u00ab<strong>Dottrina Donroe<\/strong>\u00bb. Una dottrina che prevede un maggiore coinvolgimento di alleati e partner consolidati e la ricerca di nuove alleanze per tenere a bada i flussi migratori, fermare il traffico di droga e garantire la sicurezza in mare e sulla terraferma. Nella regione gli Usa dovranno riconsiderare e rafforzare la loro presenza militare e di intelligence (disimpegnandosi cos\u00ec in altre parti del mondo). Daranno per\u00f2 la priorit\u00e0 alla cosiddetta \u00abdiplomazia commerciale\u00bb mostrando tutti i vantaggi che derivano, in termini tecnologici e di crescita, dai rapporti con gli Usa e dagli investimenti delle aziende americane.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019Emisfero Occidentale segue l\u2019<strong>Asia<\/strong>. Qui l\u2019arcinemico globale \u00e8 la&nbsp;<strong>Cina<\/strong>, non tanto per il tipo di regime oppressivo di governo che la caratterizza (messo in evidenza, come si ricorder\u00e0, nella NSS del 2017), quanto soprattutto per la sua potenza economica in espansione e minacciosa per il primato Usa. Per trent\u2019anni \u2013 si legge nella NSS \u2013 le classi dirigenti americane di entrambi i partiti hanno ritenuto che aprire i nostri mercati alla Repubblica popolare ed esternalizzarvi la nostra produzione avrebbe significato \u00abl\u2019ingresso della Cina nel cosiddetto \u201cordine internazionale basato sulle regole\u201d\u00bb. \u00c8 esattamente ci\u00f2 che non \u00e8 avvenuto: \u00abLa Cina \u00e8 diventata ricca e potente e ha sfruttato la sua ricchezza e il suo potere a proprio vantaggio\u00bb. Il che la rende il pi\u00f9 pericoloso competitor degli Usa, soprattutto nell\u2019<strong>Indo-Pacifico<\/strong>, la regione pi\u00f9 dinamica del mondo, che \u00e8 diventata e sar\u00e0 sempre di pi\u00f9 \u00abuno dei principali campi di battaglia economici e geopolitici del prossimo secolo\u00bb. Per competere con successo con una simile potenza \u2013 questo il succo della NSS \u2013 gli Usa devono mettere in campo politiche di riequilibrio economico e commerciale. Devono attuare politiche di cooperazione in particolare con l\u2019India, l\u2019Australia e il Giappone, che vanno coordinate in primo luogo dal Quad (il Quadrilateral Security Dialogue) ma che devono estendersi a tutti gli alleati degli Usa, anche agli europei, per contrastare ovunque la crescente influenza cinese. Devono poi investire nella ricerca per preservare e promuovere il vantaggio nelle tecnologie militari e&nbsp;<em>dual use<\/em>, il tutto in stretta connessione con il settore privato. Devono infine, prestare attenzione alla deterrenza militare, che ha il suo punto critico in&nbsp;<strong>Taiwan<\/strong>. L\u2019isola ha infatti una posizione di dominio nella produzione di semiconduttori, ma \u00e8 soprattutto il pi\u00f9 importante snodo del traffico marittimo mondiale, che passa attraverso il Mar Cinese Meridionale. Rappresenta quindi un interesse strategico degli Usa che, insieme agli alleati, dovranno schierare nell\u2019Indo-Pacifico forze adeguate, soprattutto navali, per impedire che una singola potenza imponga pedaggi o chiusure arbitrarie a rotte commerciali di importanza cruciale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se la Cina rimane, come nella NSS del 2017, il principale competitor dell\u2019America (ma ormai pi\u00f9 sul piano economico che su quello ideologico), la Russia sembra in gran parte scomparire dall\u2019elenco delle minacce esistenziali paventate dalla seconda presidenza Trump. \u00c8 quanto si ricava dal paragrafo della&nbsp;<em>strategy<\/em>&nbsp;dedicato alla regione \u00ab<strong>Europa<\/strong>\u00bb. In questa parte del testo, infatti, ad attirare gli strali del presidente non \u00e8 pi\u00f9 tanto la Russia di Putin \u2013 nel 2017 definita come una pericolosa \u00abpotenza revisionista\u00bb da mettere in riga \u2013 quanto invece gli stessi europei, e in particolare l\u2019Ue. Il paragrafo si intitola significativamente \u00ab<strong>promuovere la grandezza dell\u2019Europa<\/strong>\u00bb: una grandezza evidentemente a rischio. La tesi della NSS \u00e8 che i problemi europei non discendono soltanto da una spesa militare insufficiente e dalla stagnazione economica, ma sono ben pi\u00f9 profondi. Se il PIL globale dell\u2019Europa continentale \u00e8 sceso dal 25% del 1990 al 14% di oggi, la colpa \u00e8 in primo luogo delle normative nazionali e transnazionali (Ue) che \u00abminano la creativit\u00e0 e l\u2019operosit\u00e0\u00bb degli europei. Il rischio vero, tuttavia, \u00e8 quello della stessa \u00abcancellazione della civilt\u00e0\u00bb europea, che potrebbe diventare \u00abirriconoscibile entro 20 anni o meno\u00bb, cessando tra l\u2019altro di essere un partner affidabile per gli Usa. A rendere attualissimo questo rischio sono \u2013 per la NSS \u2013 alcuni fattori che stanno convergendo in una catastrofe. Anzitutto l\u2019operato della Ue e di altri organismi transnazionali che minano la libert\u00e0 politica e la sovranit\u00e0 degli Stati. Poi dissennate politiche migratorie che stanno \u00abtrasformando il continente e creando conflitti\u00bb. Quindi \u00abla censura della libert\u00e0 di parola e la repressione dell\u2019opposizione politica\u00bb e il crollo dei tassi di natalit\u00e0. E da ultimo, e in sintesi, \u00abla perdita delle identit\u00e0 nazionali e della fiducia in se stessi\u00bb. \u00c8 questa mancanza di fiducia \u2013 prosegue la NSS \u2013 che si manifesta nelle relazioni dell\u2019Europa con la Russia. Un paese rispetto al quale gli europei \u2013 tolte le armi nucleari \u2013 godono di enormi vantaggi in termini militari e che tuttavia, a seguito della guerra russo-ucraina, viene ormai percepito da essi come \u00abminaccia esistenziale\u00bb. Toccher\u00e0 quindi agli Usa \u2013 \u00e8 sottinteso: come al solito \u2013 impegnarsi diplomaticamente per ristabilire la stabilit\u00e0 in tutto il continente eurasiatico, mitigare il rischio di un conflitto tra la Russia e gli Stati europei e poi consentire la ricostruzione postbellica dell\u2019Ucraina. Nel frattempo, tuttavia, l\u2019Ue, appoggiata da governi di minoranza instabili, nutre aspettative irrealistiche sulla guerra, mentre \u00abuna grande maggioranza europea vuole la pace\u00bb. Questo desiderio per\u00f2 \u2013 e qui l\u2019attacco diventa molto diretto \u2013&nbsp;&nbsp;\u00abnon si traduce in politica, in gran parte a causa della sovversione dei processi democratici da parte di quei governi\u00bb. Poich\u00e9 per\u00f2 gli Usa considerano l\u2019Europa strategicamente e culturalmente vitale, essi non possono ignorare il Vecchio Continente, il che sarebbe controproducente per gli obiettivi stessi della loro strategia di sicurezza nazionale. Che fare dunque? La diplomazia americana \u2013 si legge nel testo \u2013 continuer\u00e0 a difendere \u00abla democrazia autentica, la libert\u00e0 di espressione e la celebrazione senza compromessi del carattere e della storia individuali delle nazioni europee\u00bb. E subito dopo: \u00ab<strong>La crescente influenza dei&nbsp;<em>partiti patriottici europei<\/em>&nbsp;\u00e8 davvero motivo di grande ottimismo<\/strong>\u00bb. Queste, dunque, le priorit\u00e0 Usa in Europa: ripristinare le condizioni di stabilit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019Europa e della stabilit\u00e0 strategica con la Russia; consentire all\u2019Europa di camminare con le proprie gambe assumendosi la responsabilit\u00e0 primaria della propria difesa; sostenere la resistenza delle nazioni europee alla traiettoria attuale dell\u2019Europa; aprire i mercati europei ai beni e ai servizi Usa, garantendo un trattamento equo ai lavoratori e alle aziende statunitensi; costruire nazioni sane in Europa centrale, orientale e meridionale attraverso forti legami commerciali; porre fine alla percezione (e alla realt\u00e0) della Nato come alleanza in continua espansione; spingere l\u2019Europa a combattere il mercantilismo, il furto tecnologico, lo spionaggio informatico e le pratiche economiche sleali di attori ostili (sottinteso: la Cina innanzitutto). Stop!&nbsp;<strong>Neanche una parola sulla tragedia ucraina<\/strong>, l\u2019aggressivit\u00e0 della Russia e il suo carattere di grande (o almeno media) potenza dispotica.&nbsp;<strong>I veri despoti, nello schema della NSS, sono l\u2019Ue e i fragili e antidemocratici governi che ne sostengono le politiche<\/strong>. Veri democratici su cui poter contare, invece, sono \u00abi partiti patriottici\u00bb del vecchio continente. Forse non proprio tutti quelli elogiati da Musk (AfD in Germania, Vox in Spagna, Reform UK nel Regno Unito, la Lega di Salvini e FdI in Italia). Ma sicuramente molti di essi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il&nbsp;<strong>Medio Oriente<\/strong>&nbsp;\u00e8 una regione critica della NSS del 2025, ma in modo decisamente meno prioritario del 2017. Le ragioni di questa minore rilevanza sono due. La prima \u00e8 che&nbsp;<strong>l\u2019area non pi\u00f9 cos\u00ec cruciale per l\u2019approvvigionamento energetico mondiale<\/strong>, che si \u00e8 andato diversificando e vede ormai gli stessi Stati Uniti come \u00abesportatori netti di energia\u00bb. La seconda \u00e8 che il&nbsp;<strong>Medio Oriente non \u00e8 pi\u00f9 il campo di battaglia principale tra superpotenze<\/strong>&nbsp;con il rischio di conflitti che potevano estendersi a livello globale, ma solo pi\u00f9 il teatro di \u00abun gioco di potere tra grandi potenze\u00bb. Un gioco in cui gli Usa mantengono una posizione invidiabile grazie ai loro rapporti sempre pi\u00f9 stretti con gli Stati del Golfo e Israele. In pi\u00f9, i due maggiori focolai di instabilit\u00e0 si stanno spegnendo.&nbsp;<strong>L\u2019Iran<\/strong>, la principale fonte dei problemi della regione, \u00e8 stato drasticamente indebolito dagli attacchi israeliani e poi dall\u2019operazione Usa Midnight Hammer del giugno 2025. Il&nbsp;<strong>conflitto israelo-palestinese<\/strong>&nbsp;poi, pur restando ancora spinoso, sta perdendo di intensit\u00e0, soprattutto dopo che, su pressione americana, sono stati liberati gli ultimi ostaggi israeliani e si \u00e8 giunti al cessate il fuoco, con un significativo indebolimento di Hamas. La Siria rimane un problema, ma grazie al sostegno Usa, arabo, israeliano e turco, potrebbe stabilizzarsi. Per gli Stati Uniti, in ogni caso, il Medio Oriente sta perdendo la sua storica importanza, legata come gi\u00e0 detto all\u2019approvvigionamento energetico. \u00abLa regione diventer\u00e0 invece \u2013 si legge nella NSS \u2013 una fonte e una destinazione di investimenti internazionali in settori che vanno ben oltre il petrolio e il gas, tra cui il nucleare, l\u2019intelligenza artificiale e le tecnologie di difesa\u00bb. A spingere in questa direzione \u00e8 inoltre il fatto che i partner mediorientali si stanno sempre pi\u00f9 impegnando nella lotta contro il radicalismo. Il che \u00e8 anche il frutto del fatto che gli Usa stanno finalmente rinunciando a imporre in quei paesi i propri valori e le proprie forme di governo. Certo, rimane il rischio che la regione continui a essere un incubatore di terrorismo antiamericano e antioccidentale, che Israele venga nuovamente minacciato, che la libert\u00e0 di navigazione nello stretto di Hormuz venga messa a rischio da qualche potenza ostile. Ma tutto questo pu\u00f2 essere risolto \u00absenza decenni di guerre inutili per il \u201c<em>nation building<\/em>\u201d\u00bb, riprendendo e ampliando il modello degli Accordi di Abramo. Gli interessi e non l\u2019ideologia sono la migliore garanzia di una pace duratura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Investimenti e commercio \u2013 cos\u00ec si chiude molto rapidamente la NSS \u2013 sono la ricetta per l\u2019ultima regione presa in considerazione dalla NSS: l\u2019<strong>Africa<\/strong>. Come gi\u00e0 nel 2017, anche in questa&nbsp;<em>strategy<\/em>&nbsp;si teorizza il passaggio da una politica di aiuti (che crea dipendenza e sudditanza) a una politica di relazioni commerciali aperte e reciprocamente vantaggiose (che generano invece crescita), soprattutto nei settori dell\u2019energia e dei materiali critici. Politiche di questo genere creeranno grandi opportunit\u00e0 e renderanno pi\u00f9 facile negoziare accordi di pace per risolvere i conflitti in corso e quelli futuri. Questo non toglie che sar\u00e0 necessaria una presenza vigile per tenere a bada la recrudescenza delle attivit\u00e0 terroristiche islamiste in diverse parti del continente, senza per\u00f2 alcun impegno degli Usa a lungo termine, che \u2013 come pi\u00f9 volte ripetuto \u2013 hanno altre priorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dalle parole ai fatti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Fin qui la NSS del 2025 e le sue priorit\u00e0, che di fatto sono essenzialmente due: da un lato, il cortile di casa, l\u2019America Latina; dall\u2019altro, l\u2019Indo-Pacifico e la competizione con la Cina<\/strong>. Tutto il resto conta di meno e solo fino a un certo punto pu\u00f2 rientrare nei radar della politica degli Stati Uniti, perch\u00e9 devono essere soprattutto i loro alleati e partner a occuparsene, in primo luogo nel contesto europeo. I nemici mortali del 2017 \u2013 le potenze revisioniste di Cina e Russia, gli Stati canaglia dell\u2019Iran e della Corea del Nord, terroristi jihadisti e cartelli criminali \u2013 hanno lasciato il posto a un solo grande competitor, la Cina, che deve essere tenuto a bada sul terreno dell\u2019economia e, solo in ultima istanza, della deterrenza militare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alla luce di questa posizione tendenzialmente neo-isolazionista, molto pi\u00f9 pronunciata di quella del 2017, diventano pi\u00f9 chiare molte cose<\/strong>. Diventa pi\u00f9 comprensibile l\u2019atteggiamento sostanzialmente accomodante di Trump nei confronti della&nbsp;<strong>Russia<\/strong>&nbsp;di Putin. Diventa pi\u00f9 comprensibile il suo approccio al tempo minaccioso e \u00abaffaristico\u00bb nei confronti della drammatica guerra di&nbsp;<strong>Gaza<\/strong>, che pure sembra giunta a un punto di svolta con il cessate fuoco di fatto imposto dagli americani. Diventa pi\u00f9 comprensibile la sua aggressivit\u00e0 senza compromessi nei confronti del&nbsp;<strong>\u00abcortile di casa\u00bb latinoamericano<\/strong>&nbsp;e delle sue propaggini statunitensi, che si sono manifestate con grande evidenza nelle minacce rivolte contro Panama, nel blitz che ha portato all\u2019arresto di Maduro e poi nelle politiche ultrarepressive in patria in materia di&nbsp;<strong>immigrazione illegale<\/strong>. Diventano pi\u00f9 comprensibili anche le sue pesanti pretese sulla&nbsp;<strong>Groenlandia<\/strong>, un nuovo \u00abcortile di casa\u00bb mai citato nella NSS, come luogo da tutelare a ogni costo nei confronti dell\u2019espansiva influenza cinese (e in subordine russa). Diventano pi\u00f9 comprensibili i suoi ripetuti e violentissimi&nbsp;<strong>scontri con l\u2019Ue e l\u2019Europa<\/strong>, che forse la stanno facendo davvero risvegliare. Diventa pi\u00f9 comprensibile la miscela di aggressivit\u00e0 e poi di prudenza nei confronti del&nbsp;<strong>regime iraniano<\/strong>. E diventa pi\u00f9 comprensibile, da ultimo, la sua stessa decisione di lanciare il cosiddetto&nbsp;<strong>Board of Peace per Gaza<\/strong>, che promette di diventare in prospettiva \u2013 come abbiamo gi\u00e0 anticipato \u2013 qualcosa di ben pi\u00f9 impegnativo: e cio\u00e8 una specie di diplomazia globale parallela, una coalizione di volenterosi per la pace che si dovrebbe occupare di governare \u2013 in parte in sintonia con le Nazioni Unite, ma in parte ben oltre esse \u2013 un mondo in cui sono il potere, la forza e il denaro a tenere tutto in ordine e in pace.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al netto degli atteggiamenti e della postura irrituale, aggressiva, affaristica, instabile e spesso imbarazzante di Trump<strong>, il fatto che tutte queste azioni diventino pi\u00f9 comprensibili alla luce della NSS del 2025 non significa assolutamente che esse siano al tempo stesso apprezzabili o in qualche modo giustificate<\/strong>. Se si condivide la diagnosi di un mondo ormai dominato da grandi potenze e intrappolato nell\u2019alternativa tra \u00abequilibrio\u00bb o \u00abegemonia\u00bb \u2013 un mondo hobbesiano che non ha dato nei secoli grande prova di s\u00e9 \u2013 non si possono in effetti vedere grandi alternative all\u2019orizzonte. Se si ritiene invece che vi siano ancora spazi significativi per costruire una comunit\u00e0 di nazioni che si sottomettono alle regole, che si basi kantianamente sul diritto internazionale invece che sulla forza degli Stati, le alternative ci sono eccome. E forse potrebbe proprio essere un\u2019Europa pi\u00f9 solida (che per\u00f2 al momento non esiste ancora) a farsene paladina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di certo,&nbsp;<strong>il rischio \u00e8 che quella di Trump sia una profezia che si autoavvera. Con conseguenze francamente imprevedibili<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel novembre 2025 \u00e8 stata pubblicata sul sito della Casa Bianca la nuova&nbsp;National Security Strategy of the United States of America&nbsp;(NSS). Si tratta di un documento importante, anche se di carattere molto generale. 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